Problemi
alcolcorrelati combinati con l'uso delle altre sostanze
Già
all'inizio dei programmi ecologici territoriali sui problemi
alcolcorrelati, basati sulla comunità multifamigliare dei club,
si parlava della possibilità di utilizzare lo stesso modello per
altri problemi cronici, soprattutto quando si tratti di
comportamento a rischio e, in particolare, quando tale
comportamento si combina con l'alcolismo. Con l'andar del tempo si
sono identificati i principali problemi collegati con l'alcolismo:
tra essi l'uso contemporaneo di altre sostanze, i problemi
psichici gravi (primari e secondari) e i comportamenti
autodistruttivi, come ad esempio il comportamento degli alcolisti
senza fissa dimora, citati nella letteratura con la definizione
angloamericana di "skid row".
L'uomo, che il suo comportamento sia normale o che provochi delle
difficoltà a se stesso o alla propria famiglia, non può comunque
essere visto in una sola dimensione. In altre parole non si può
guardare a tutto il suo comportamento, a tutta la sua vita come
effetto del suo legame con gli alcolici. La multidimensionalità
è alla base della sua vita emozionale, intellettuale, spirituale,
religiosa, politica: in una parola, culturale. Se si combinano
problemi da una delle dette dimensioni con quelli alcolcorrelati,
possono scaturirne sofferenze assai gravi.
Il riscontro che abbiamo nei club è che essi attraggono le
famiglie gravate da problemi che sono anche multidimensionali. Le
stesse difficoltà che molte persone non alcoliste possono gestire
da sè e con la famiglia, senza aiuto esterno, si complicano al
punto da spingere la famiglia al club quando si combinano con un
problema alcolcorrelato. Tutti i problemi che si riscontrano nella
vita individuale, nella famiglia o nella comunità non
necessariamente sono malattie nel senso tradizionale, ma tipi di
comportamento, stili di vita che prevalgono in una persona, in una
famiglia o in una comunità.
Disturbi
complessi alcol/drogacorrelati
Con
il successivo sviluppo dei programmi si resero evidenti altri seri
problemi gravanti sulle famiglie, simultaneamente all'alcolismo, e
questa non è una caratteristica dei club degli alcolisti in
trattamento, ma universale: è ben noto l'esempio di Bill Wilson,
fondatore con Bob Robert Holbrook Smith, dei gruppi A.A., il quale
elencava una lunga serie di sostanze (morfina, codeina, ecc.) che
risultavano mortali per molti alcolisti: "Io quasi mi
uccidevo con il cloralio, e questa è l'esperienza anche di molti
altri A.A., che potrebbero parlare con convinzione e grande carica
emotiva di svariate sostanze".
Nei gruppi di A.A. fin dall'inizio ci si interrogò sui
comportamenti da tenere con coloro che, sebbene non siano
alcolisti, soffrono per i disagi dovuti all'uso di altre sostanze,
o con gli alcolisti che simultaneamente usano sostanze psicoattive.
Emma G. scrive che nei gruppi A.A. sono rari gli alcolisti con
soli problemi alcolcorrelati. Già nel 1958 Bill scriveva, in
"Problems other than alcohol", che i gruppi A.A. devono
essere riservati solo agli alcolisti. Tra il 1977 ed il 1980
saliva dal 18 al 24% la percentuale dei membri di A.A. che usavano
altre sostanze insieme con gli alcolici.
Anche nei club degli alcolisti in trattamento sono sempre più
numerose le famiglie che chiedono di inserirsi per problemi di uso
di altre sostanze, associati o meno all'alcolismo. Questo
comportamento che sfuggiva all'osservazione dovrebbe essere
analizzato. Da un lato si può dire che al principio dell'attività
dei club degli alcolisti in trattamento non si dava importanza a
questo fatto e non ci si curava dei problemi legati all'uso delle
altre sostanze; d'altro canto, nel giro di tredici anni
dall'inizio del primo club in Italia, si è molto incrementato il
numero delle persone con problemi drogacorrelati combinati o meno
con l'alcolismo.
Nelle
famiglie dei club degli alcolisti in trattamento possono
coesistere l'alcolismo ed i problemi psichici. E lavori sostenenti
una maggior incidenza di alcolismo nelle persone con vari problemi
psichici sono noti da sempre. Non c'è da stupirsi, visto che si
tratta di problemi presenti davvero negli alcolisti, più o meno
con la stessa frequenza del resto della popolazione. Una famiglia
afflitta da tale combinazione si rivolgerà prima, per chiedere
aiuto. L'alcolismo produce sempre cambiamenti di comportamento,
uguali o molto simili ai problemi psichici delle persone prive di
problemi alcolcorrelati. Le famiglie con problemi psichici
associati all'alcolismo che non hanno risolto il loro problema con
i metodi classici, cercano, prima o poi, i programmi alternativi,
tra cui anche i club.
Con maggiore frequenza si trovano negli alcolisti dei club altri
problemi comportamentali cronici ( skid row, comportamenti
aggressivi, a rischio, ecc.), perchè la persona con una tale
combinazione richiede un intervento più precoce di chi ha un bere
non complicato e anche la famiglia chiede più spesso un aiuto se
stimolata da tali complicazioni. Lo stesso discorso si applica per
le famiglie con gravi malattie o lesioni organiche croniche
complicanti l'alcolismo.
Tutti questi fattori hanno messo in difficoltà i club, chiedendo
una risposta a problemi non facili, che possono essere definiti
multidimensionali.
In questa situazione sorgono perplessità sulla opportunità di
accettare o meno nei club le persone con problemi complicati, a
quali, condizioni, e ci si chiede come organizzare il lavoro nel
club quando vi entrano famiglie che non hanno l'alcolismo come
sofferenza principale.
Il
club può decidere di impegnarsi anche in altri campi, come, ad
esempio, programmi in ambito sociale o di prevenzione primaria dei
problemi alcolcorrelati nella comunità; si tratta di impegni che
non riguardano propriamente il contenuto del lavoro di club.
Pertanto, quanto più questi programmi sono incentrati sulle
comunità locali e non sul club, tanto meglio quest'ultimo potrà
adempiere il proprio compito primario.
LE
MODALITA' PER L'INSERIMENTO DEI PROBLEMI ALCOL/DROGACORRELATI NEI
CLUB
Fin
dal 1968, a Zagabria, abbiamo organizzato i primi club che si
occupavano anche dei problemi droga correlati; più tardi in
Italia abbiamo collaborato con la Comunità S. Francesco di
Monselice, condotta da D. Salezze, con il programma condotto da F.
Marcomini a Noventa Vicentina e con il programma di Palmanova
condotto da D. Tassin. In tutti e tre i programmi sono stati
inseriti i corsi specifici e vari aggiornamenti. Successivamente
ho proposto le modalità con le quali le famiglie con disturbi
alcol/droga correlati possono essere inserite nei club degli
alcolisti in trattamento:
*
la famiglia deve accettare di informare del proprio problema i
membri del club degli alcolisti in trattamento,
*
l'operatore del club deve essere aggiornato sulle problematiche
specifiche della famiglia,
*
il club degli alcolisti in trattamento deve essere disposto ad
accettare l'inserimento della famiglia con un problema alcol/droga
correlato o altrimenti complesso,
*
la famiglia deve accettare tutti gli obblighi che derivano
dall'inserimento nel club, come tutte le altre famiglie nel Club,
*
in un club di 12 famiglie possono essere inserite non più di due
famiglie con problemi complessi.
Non occorre, naturalmente, sottolineare che la famiglia deve
accettare di astenersi dall'alcol, dai farmaci psicoattivi e dalle
droghe illegali.
Le stesse modalità per l'inserimento nel club degli alcolisti in
trattamento valgono anche per gli altri problemi complessi.
PERCHE'
OCCUPARSI DI PROBLEMI COMPLESSI ALCOL/ DROGA CORRELATI?
Secondo
la recente letteratura professionale, più del 52% dei giovani
consumatori di droghe illegali sono persone con problemi
incrociati alcol/droga correlati. L'esatto numero degli alcolisti
che usano sostanze psicoattive è sconosciuto, ma dall'esperienza
sembra essere elevato. Il numero delle persone che usano sostanze
psicoattive è in costante aumento: negli Stati Uniti, un abitante
su 7 diventa alcolista, un abitante su 20 usa le altre sostanze
psicoattive.
Se si sensibilizzano gli operatori a riconoscere precocemente le
persone che fanno uso di sostanze psicoattive, si può sperare che
un eventuale trattamento risulti più efficace prima che si siano
sviluppate gravi complicazioni psicologiche, fisiche e sociali.
Esistono varie ragioni per cui occuparsi di problemi alcol/droga
correlati:
*
aumento del numero dei problemi alcol correlati e dei problemi
droga correlati;
*
sia nella letteratura che nell'esperienza di lavoro il problema
droga/alcol correlato complesso è sempre più presente;
*
esiste la necessità di sviluppare un sistema di diagnosi precoce
nella comunità locale, offrendo così la possibilità di
intervenire prima che si siano sviluppate gravi complicazioni;
*
può essere data la possibilità di realizzare una migliore
prevenzione primaria;
*
si riducono i tassi d'ospedalizzazione;
*
la consuetudine che si va instaurando di trattare congiuntamente
nelle istituzioni e nei programmi socio/culturali entrambe le
problematiche.
Tali ragioni hanno trovato piena soddisfazione nell'attuale
organizzazione della rete dei club degli alcolisti in trattamento
che, con la loro presenza costante, favoriscono la diagnosi
precoce ed il coivolgimento della comunità locale.
PERCHE'
LAVORARE NELLA COMUNITA' LOCALE E NON NELL'OSPEDALE
L'incidenza
e la prevalenza dei problemi alcolcorrelati é in relazione al
consumo medio annuo pro capite ed è ancora in aumento in quasi
tutti i paesi. Secondo la letteratura sono in aumento anche i
problemi drogacorrelati. Dal momento che il fenomeno coinvolge un
largo strato della popolazione si devono individuare strategie che
sappiano agire su larga scala nel pieno rispetto delle risorse
esistenti. Pertanto una risposta ospedaliera risulterebbe, oltre
che costosa, inefficace dal momento che non può dare concreta
risposta ad un così grande numero di persone. Inoltre i fenomeni
che stiamo considerando richiedono tempi estremamente lunghi per
un cambiamento dello stile di vita. Per questo, infatti, si può
tranquillamente ipotizzare un cammino che duri tutta la vita. Un
tale processo non può essere di pertinenza delle sole
istituzioni, ma deve riguardare l'intera comunità locale, nei
suoi naturali meccanismi di convivenza quotidiana. Come s'è fatto
per i problemi alcolcorrelati, così per quelli alcol/droga
correlati ci si può riferire, nella maggioranza dei casi, ad un
meccanismo interpretativo che ne individui l'aspetto
comportamentale e lo stile di vita, così come oggi è largamente
accettato nella cultura sociale esistente.
Sempre più frequentemente si osserva una stretta correlazione tra
problemi alcol/droga correlati. In questo può essere letto sia un
nesso di casualità sia una semplice concomitanza di fenomeni. E'
possibile che questa correlazione sia attribuibile ad una maggiore
sensibilità da parte di operatori e professionisti, che la
riconoscono meglio di una volta.
Nei casi combinati bisogna dedicare uguale attenzione ad entrambi
i problemi. Vi sono buone ragioni, derivate dalla letteratura, per
indicare con decisione l'astinenza alle famiglie con un problema
drogacorrelato, vi sia o meno in esse il problema dell'alcolismo.
Il bere è un tipo di comportamento che molte volte serve da porta
d'entrata nel mondo della droga illegale.
PERCHE'
I CAT E NON CLUB SPECIFICI
Molte
volte ci si è posti il dubbio se realizzare club specifici o
utilizzare i club degli alcolisti in trattamento. Il club dovrebbe
essere quanto più possibile rispondente ai meccanismi presenti
nella comunità locale. Pertanto, se in un club sono presenti
esclusivamente famiglie con un grave problema di comportamento si
realizzerebbe una condizione di alienazione del club. Il bere è
accettato come una condizione normale nella società e così pure
l'alcolismo. Nei club è pertanto presente una rappresentazione
della normalità della comunità locale con i relativi problemi
complessi come quelli droga-correlati. Così il club degli
alcolisti in trattamento non produce un'alienazione o una
stigmatizzazione grave. Varie sono le ragioni che consigliano di
riferirsi ai club degli alcolisti i trattamento piuttosto che
creare club specifici:
*
la cultura sanitaria e della comunità locale accetta
sostanzialmente il bere e l'alcolismo, e l'inserimento nei club
degli alcolisti in trattamento non implica gravi processi di
stigmatizzazione;
*
nei club risulta più facile ottenere l'astinenza da alcol di
tutti i membri della famiglia;
*
il processo di cambiamento è facilitato dalla presenza dei
familiari degli alcolisti che operano negli altri programmi
alcol-correlati all'interno della comunità locale;
*
è più facile, ove necessario, trovare la famiglia sostitutiva;
*
è più facile l'inserimento lavorativo nella comunità nella
quale si sono sviluppati i programmi;
*
è più facile ottenere l'omeostasi positiva nella comunità
multifamiliare nella comunità.
PERCHE'
UNA FORMAZIONE E UN AGGIORNAMENTO DEI GRUPPI MULTIPROFESSIONALI
CON INSERIMENTO DEI PARAPROFESSIONALI
La
realizzazione di programmi finalizzati alla protezione e
promozione della salute, richiedono un gran numero di operatori
nella comunità locale, coordinati dal servizio sanitario, con il
coinvolgimento attivo del medico di base. Questo permette la
realizzazione di una rete territoriale per la protezione e
promozione della salute, i cui punti cardine sono gli individui,
le famiglie, le associazioni e le istituzioni pubbliche e private.
Ovviamente, quanto maggiori sono le risorse nella comunità
locale, tanto migliore è la qualità della vita. Un ruolo
importante è svolto dal volontariato.
Per i programmi specifici devono essere formati gli operatori
privati e pubblici e tale formazione può essere fatta in gruppi
misti pluriprofessionali. In questo modo gli operatori
professionisti e paraprofessionali imparano a lavorare insieme. Ci
sono anche altri fattori che rendono necessario questo tipo di
formazione:
-
ogni medico, specialmente il medico di base, e gli operatori della
protezione primaria della salute, devono essere sensibilizzati ed
informati sui problemi alcolcorrelati, drogacorrelati ed alcol e
droga-correlati e devono essere in grado di diagnosticarli e
trattarli ;
-
l'operatore volontario della salute nella comunità (nel caso dei
programmi ecologici, l'operatore del club), ha un ruolo
indispensabile nella protezione della salute;
-
gli psichiatri, sempre più interessati ai problemi droga e
alcol-correlati devono essere formati ed aggiornati sulle
tematiche relative alle dipendenze. Devono inoltre essere messi a
conoscenza dei possibili interventi socio-culturali;
-
le istituzioni non hanno a disposizione un numero di specialisti
sufficiente per trattare tutti coloro che ne hanno bisogno;
-
i problemi alcol-droga-correlati non possono essere risolti con
una breve ospedalizzazione;
-
l'unico farmaco che può essere consigliato all'alcolista è l'Antabuse,
la cui funzione non è curare, ma offrire un sostegno;
-
il trattamento si basa sulla solidarietà, l'amore, l'amicizia, la
convivenza armoniosa e la libertà. E' importante la personalità
dell'operatore.
INSERIMENTO
NEL PROGRAMMA
L'inserimento
nel programma deve avvalersi di tutte le possibilità esistenti.
Invece di aspettare che la persona venga a chiedere aiuto, bisogna
attivarsi al fine di entrare in contatto con le persone.
L'alcolista, l'individuo che ha problemi legati all'uso di altre
sostanze psicoattive o la persona con un problema incrociato si
rivolgono al servizio sanitario o sociale o al club degli
alcolisti in trattamento, coinvolti o inviati dai familiari, dagli
amici, dalle forze dell'ordine, dai servizi ospedalieri, oppure può
trattarsi di un caso di emergenza (depressione, suicidio,
infortunio, ecc.). Il trattamento inizia con un colloquio. Tutte
queste persone con le quali il cliente viene in contatto
dovrebbero essere sensibilizzate, aggiornate in modo da essere in
grado di riconoscere il problema alcol-droga -correlato. Il
colloquio iniziale con la famiglia deve essere fatto in privato.
Generalmente è meglio che il colloquio iniziale sia fatto in
presenza dei familiari, amici, ecc. In molti casi il colloquio
iniziale rappresenta l'ingresso nel trattamento, per questo motivo
è necessario che tutti gli operatori, specialmente quelli
appartenenti al servizio sanitario primario, siano aggiornati sui
problemi alcol-droga-correlati. Loro compito è quello di attivare
gli operatori del volontariato e del privato sociale. L'ingresso
nel programma può avvenire in vari modi, ma per ottenere
risultati positivi è necessario osservare alcune regole:
*
l'inserimento nel programma ecologico deve essere fatto all'inizio
di una eventuale ospedalizzazione, in quanto dopo la dimissione si
perde il contatto ed il legame con la famiglia;
*
non si può rimanere in attesa che le famiglie dopo
l'ospedalizzazione si inseriscano spontaneamente nei programmi sia
privati che pubblici; questo atteggiamento, tipico di un approccio
clinico ai problemi, limita la possibilità delle persone di
aderire ai programmi;
*
l'inserimento nel club, specialmente nei club degli alcolisti in
trattamento, può essere difficile nel caso in cui esista la
sieropositività all'AIDS; a questo problema bisogna riservare una
attenzione e ricerca specifica nel futuro;
*
esistono delle difficoltà dovute al fatto che la famiglia
generalmente non accetta l'astinenza dalle bevande alcoliche.
Con la metodologia descritta nei club degli alcolisti in
trattamento le famiglie con i problemi complessi possono essere
circa il 20%. In molti club questo avviene già con successo più
o meno positivo.
HUDOLIN
VL., INTRODUZIONE, IN HUDOLIN VL., CIULLINI A., CORLITO G.,
DELLAVIA M., DIMAURO P.E., GUIDONI G., SCALI L. (A CURA DI),
L'APPROCCIO ECOLOGICO-SOCIALE AI PROBLEMI ALCOLCORRELATI E
COMPLESSI, TN, ERICKSON, 1994, PP.15- 113.
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