ASSOCIAZIONE ITALIANA DEI
CLUB DEGLI ALCOLISTI IN TRATTAMENTO
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PIAZZALE DELL’INDUSTRIA
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AL MINISTRO DELL’INTERNO
ON. CLAUDIO SCAJOLA
PIAZZA DEL VIMINALE 1, 00184
ROMA
AL MINISTRO PER IL WELFARE
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DIPARTIMENTO DEGLI AFFARI
SOCIALI
VIA VENETO 56, 00187 ROMA
AL MINISTRO DELLE
INFRASTRUTTURE ING. PIETRO LUNARDI
PIAZZA DI PORTA PIA 1, 00198
ROMA
Gentili Ministri,
Dopo
la strage in America non vi è persona civile che non sia rimasta turbata, e non
si chieda come sia potuto accadere, e come si possa evitare che si ripeta.
Eppure,
una strage peggiore accade tutti gli anni sulle strade italiane, e nessuno se ne
meraviglia più, e anche se ogni tanto qualcuno cerca di mettere in pratica
qualche misura per cercare che si ripeta, poi i provvedimenti si rivelano
disgraziatamente inefficaci.
Il
titolo di giornale che vi allego è emblematico di questa situazione, in quanto
è abbastanza raro che un incidente stradale venga immediatamente ricollegato
allo stato di ebbrezza del guidatore, come in questo caso. Di solito, si legge
che l'incidente è legato all'alta velocità, alla distrazione, allo stato delle
strade, al mancato uso delle cinture, eccetera.
I
Ministri competenti, cioè voi che leggete queste righe, per esaminare la cause
degli oltre 6.000 morti all'anno sulle strade, di solito dispongono delle
statistiche dell'ACI, o dell'ISTAT, dove si dice che gli incidenti stradali sono
addebitabili all'alcol nella misura dell'1,4% (o dell'1,9% nel caso dell'ISTAT).
Eppure,
negli USA si calcola che la causa alcol figuri nel 38% degli incidenti, in
Francia oltre il 40%. Come è possibile che da noi l'alcol c'entri così poco
con gli incidenti, a differenza
degli altri paesi ?
Ma
indagini più accurate, per esempio da parte degli esperti di Alcol e Guida
della ASL di Bergamo, hanno stimato che il 46% di tutti gli incidenti, ed il 51%
di quelli mortali, siano dovuti all'alcol. Ma c'è di più: persino l'industria
dell'alcol, che pure non ha alcun interesse a dichiarare che l'alcol sia
responsabile della maggioranza degli incidenti stradali, ha dovuto ammettere che
oltre la metà dei morti sulle strade, sommando sia i morti alla guida sia i
morti di alcol passivo (come il povero ragazzo di cui si parla in questo
articolo di giornale), sono dovuti a stati di alterazione alcolica (vedi: i
Quaderni dell'Osservatorio su Giovani e Alcol, pubblicati a cura dell'Assobirra).
Ed
eccoci allora al punto cruciale: in Italia il controllo dell'alcolemia in caso
di incidente non è obbligatorio. Così sui verbali la Polizia il più delle
volte si limita a citare l'alta velocità o altre situazioni contingenti, che
però moltissime volte sono causate a loro volta dallo stato psicofisico del
guidatore. Molte volte basterebbe odorare l'alito al guidatore, ma nemmeno
questo viene fatto.
Ma
in Francia l'esame dell'alcolemia è obbligatorio, e non solo in caso di
incidenti mortali, ma anche in caso di incidenti con feriti. Ed in Francia
vengono effettuati ogni anno oltre 5 milioni di controlli col palloncino, mentre
in Italia poche centinaia di migliaia. In Francia, come in molti altri paesi
civili, per il guidatore che beve c'è la quasi certezza di essere
"pizzicato", da noi no, da noi se uno viene pizzicato impreca contro
la sfortuna, proprio a lui doveva capitare.
Così
la Francia dispone di statistiche affidabili, noi no. E quando i responsabili
non dispongono di statistiche affidabili, non possono individuare le vere cause
degli incidenti, e non prendono i provvedimenti adatti, ma quelli inutili, come
è sempre successo in passato in Italia.
A
quando l'obbligatorietà dell'esame dell'alcolemia in caso di incidente ? A
quando un uso diffuso e costante del palloncino ? Facciamo finalmente qualcosa
per fermare questa strage. Grazie per la vostra attenzione.
Dott. Ennio
Palmesino
Presidente Associazione Italiana dei Club degli Alcolisti in Trattamento
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RISPOSTE
DAL MINISTERO:
Ø Il Ministero dell'Interno (2)
Ø Risposta del Dott. De Luca Direttore Servizio Polizia Stradale (3)
Dipartimento di Pubblica Sicurezza
Direzione Centrale per la Polizia Stradale, Ferroviaria, di frontiera e postale
Servizio Polizia Stradale
Oggetto:
incidenti stradali addebitabili all'alcol
Si fa riferimento alla nota di codesta Associazione, con la quale si lamenta la mancata
obbligatorietà del controllo del tasso alcolemico in caso di incidenti stradali, la
mancanza di dati statistici attendibili riguardo incidenti stradali addebitabili all'abuso
di alcol, e un numero esiguo di controlli da parte degli organi di polizia stradale.
In proposito si fa presente che, secondo quanto previsto dall'art. 186 del Codice della
Strada, gli organi di polizia stradale hanno la facoltà di effettuare gli accertamenti
sullo stato di ebbrezza "quando si abbia motivo di ritenere che il conducente del
veicolo si trovi in stato di alterazione psicofisica derivante dall'influenza dell'alcol".
Questa previsione, se letta alla luce del sesto comma, che prevede l'ipotesi di rifiuto
di sottoporsi al controllo, fa ritenere che l'organo di accertamento deve procedere
alla verifica quando il conducente evidenzi una sintomatologia che fa ritenere che lo
stesso sia sotto l'influenza dell'alcol.
Nell'ambito dei lavori di revisione del Codice della Strada, si sta predisponendo una
modifica dell'art. 186 al fine di individuare e raccogliere chiaramente i dati statistici
degli incidenti stradali addebitabili all'abuso di alcol.
Per quanto riguarda l'attività di controllo, infine, si fa presente che la Polizia Stradale
nell'anno 2000 ha accertato 17.754 violazioni per guida in stato di ebbrezza, mentre
da gennaio a settembre 2001 sono state finora accertate 13.685 violazioni.
Nel rimanere a disposizione per eventuali ulteriori chiarimenti, si porgono distinti saluti.
Firmato: Il Direttore del Servizio: De Luca
********************
Il capo della segreteria particolare del Ministro
Egregio Presidente,
per incarico del signor Ministro rispondo alla sua lettera con la quale propone
l'obbligatorietà dell'alcolemia alle persone che provocano incidenti stradali e
l'uso diffuso e costante del palloncino.
Le Sue osservazioni sono state lette con la dovuta attenzione e saranno, in ogni
caso, tenute nella migliore considerazione.
Nel ringraziarLa per il contributo cha ha voluto dare per la prevenzione degli
incidenti stradali, Le invio distinti saluti.
Firmato: Michele De Nicotera
"Roma,
2 gennaio 2002
torna
su
Gentile Presidente,
condivido la preoccupazione da Lei manifestata sui pericoli per la
sicurezza della circolazione stradale connessi all'abuso di sostanze
alcoliche, in costante aumento in Italia, soprattutto tra le fasce
più giovani della popolazione, come evidenziato di recente dalle
statistiche dell'Osservatorio Permanente sui giovani ed alcol.
Sono convinto che l'inversione di tendenza possa realizzarsi solo
operando sui diversi fronti della prevenzione e dei controlli.
Oltre a dare il massimo impulso all'attività di contrasto alla guida
in stato di ebrezza, come indicato nella precedente risposta, il
Servizio Polizia Stradale sta impegnando notevoli risorse nelle
campagne di sicurezza stradale rivolte ai giovani, dove vengono
sempre evidenziati i pericoli per la guida connessi all'abuso di
alcol.
La speranza è che questo contributo possa arrivare anche dalla
attuazione di quanto previsto dalla legge quadro in materia di
alcol n. 125 del 2001, che prevede tra l'altro l'abbassamento a
0.5 grammi per litro di sangue della percentuale oltre la quale
si presume lo stato di ebrezza alcolica.
Ed è proprio al fine di prevenire gli incidenti stradali causati
dall'abuso di sostanze alcoliche, che il Ministero dell'Interno
ha già impegnato il miliardo di lire annuo stanziato dalla legge
per l'acquisto di altri 131 etilometri di prossima distribuzione
alle varie forze di Polizia, in base ad indici di "rischio specifico"
espressi dal territorio.
Nel complimentarmi delle prezione informazioni contenute nel
sito web www.aicat.net che ho avuto l'occasione di visitare,
avrei piacere di incontrarLa personalmente se fosse di
passaggio a Roma.
Nel frattempo, colgo l'occasione per inviarLe i più cordiali
saluti e l'augurio sincero di un sereno 2002.
Aff.mo Antonio De Luca"