LA CULTURA TOLEMAICA DEL BERE
MODERATO
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1:
Alcohol
2001 Ma-Un;36(3):189-92 ·
Alcohol.
2001 Ma-Un;36(3):185-8.
·
Clinical
Trial ·
Adult
·
Alcohol
Drinking/blood* ·
Alcoholic Beverages ·
Beer ·
Cardiovascular
Diseases/epidemiology* ·
Cardiovascular
Diseases/blood ·
Homocysteine/blood*
·
Human
·
Male
·
Risk
Factors ·
Wine ·
Homocysteine PMID:
11373253 [PubMed - indexed for MEDLINE] FONTE:
Attraverso gli abstract DEL SITO: http://www.amedeo.com/medicine/alc/alcalc.htm http://www.ncbi.nlm.nih.gov/htbin-post/Entrez/query?uid=11373253&form=6&db=m&dopt=r
Le conclusioni
in lingua italiana: Si
postula che elevati livelli di omocisteina riscontrati nei bevitori
moderati costituiscano un grave rischio per lo sviluppo delle malattie
cardiovascolari nell'uomo in netta CONTRADDIZIONE con il
Paradosso francese (Prof.
Pier Paolo Vescovi, Alcologia Clinica del Dipartimento di
Medicina interna, Parma),
ciò
vale anche per la
vostra affermazione del 20/02/2002: "Oggetto
del beneficio le gambe (delle donne), che ritorneranno in
forma se, ogni giorno, berremo due bicchieri del prezioso liquido.
Moderate quantità di alcol, infatti, offrono all'organismo meno
opportunità di sviluppare ostruzioni alle arterie che portano il
sangue agli arti inferiori. Lo ha dimostrato uno studio olandese su
4mila 'under 55' condotto dai ricercatori dell'Università Erasmus di
Rotterdam". Questo è in
contraddizione con i consumi dettati dall'O.M.S. (140-160 ml
di vino, Piano Salute 21 O.M.S., 1999, ed al nostro Piano
Sanitario Nazionale che indica il consumo di 125 ml di vino/die,
pag. 16-17, Consumo di alcol, PNS/II parte, 04/2001).
L'alcool
non è un alimento, è una sostanza calorica "VUOTA"
(Prof.
Pier Paolo Vescovi, Bere perché NO?!, p.8, Centro Ricerca e
documentazione sui problemi droga-alcol correlati, Università degli
Studi di Parma).
"Per
quanto l’opinione pubblica si occupi prevalentemente degli effetti
dell’eroina, della cocaina e della marijuana, la droga psicòtropa
più diffusa in quasi tutte le società umane è l’alcool" (Prof.
Charles S. Lieber, Mount Sinai School of
Medicine-New York, Effetti dell'alcool sull'organismo, Le Scienze n. 95,
1976, Milano).
Ve
ne sono altre, che non cito per ragioni di spazio, ma oggi più che mai
il vino, la birra, ed anche i superalcolici composti da alcool, sono
diventati una sorta di panacea per tutti i mali, e la ricerca
aiuta, inconsapevolmente o no, i produttori ad incrementare i
loro affari. Tali ricerche provengono da lontano, ovvero
da una tradizione antica, medievale, che è frutto della cultura
generale e sanitaria occidentale, perché alla base c'è un'ostentata ed
ossessionante ripresa del concetto pragmatico che un qualche
beneficio dell'alcool si deve trovare (promosso dal prevalere di
atteggiamenti o interessi pratici su quelli teorici). Penso che un
reperto archeologico come l'alcool deve avere una motivazione di
esistere, deve servire a qualcosa, perché tesoro della nostra
tradizione occidentale, perché deve lenire la sofferenza umana e
intanto, scientificamente, si sprecano milioni di euro per poi essere
sconfitti dalla enorme mortalità in Italia,
in Europa, nel mondo. Tenuto conto di questo bilancio umano, sono più i
danni che i benefici. Tutto ciò non vi pare che sia in netta
contraddizione con la logica e la razionalità ? (Alcune società
orientali mancano dell'enzima alcoldeidrogenasi che metabolizza
l'alcool, dunque non possono bere, sicuramente non fanno ricerche su
vino, birra, alcolici, non ne hanno bisogno, ma vivono come noi e direi
con aspettative di vita forse migliori).
Premesso che non sono un proibizionista, chiunque può bere quando, quanto e come vuole, vorrei però anche la mia libertà di espressione, unita al vostro ascolto ed attenzione (spero). Mi sorge spontanea per associazione di idee il titolo di questa argomentazione:
LA CULTURA TOLEMAICA DEL BERE MODERATO
L’argomento deriva da domande che mi sono posto in questo periodo, quali: l’identikit del bere adeguato/inadeguato, la libertà scientifica del bere sociale e modale, il rigetto empirico della cultura ecologica sul consumo delle bevande alcoliche, il business dell’alcool che soffoca le verità, il mercato bianco e libero da regole (non simili a quelle restrittive esistenti sul tabacco). Il tentativo di ricerche accompagnate dalla speranza di una prospettiva giuridica di uno Stato che ne divulgherà e promuoverà la corretta informazione e promozione della salute per un futuro migliore del nostro pianeta. Frattanto il “mercante” di alcolici non ha orecchie, vende, divulga , sovvenziona alcune ricerche parascientifiche, soggiogando la verità sommersa da migliaia di anni come l’arca di Noè. La cultura del bere nei secoli ha prodotto “magie”, alleanze e luoghi comuni sul beneficio dell’alcool, “stregonerie” per vendere: come la diffusione della coca per tutta l'Europa ad opera del chimico Angelo Mariani, che nel 1863 brevettò il Vin Mariani (estratto di coca in vino). Come si evince è un puro e semplice fatto culturale di un'epoca, perché la bevanda si diffuse ben presto negli Stati Uniti. La pubblicità, di allora, ne scrisse la distinzione tra bevanda tonica utile sotto il profilo medico pur sottolineandone il grado di tossicità. Furono pubblicati vari articoli dai medici, in cui lo si raccomandava con la pubblicità prescrittiva contro disturbi comuni, mal di gola, dispepsia. Furono, addirittura create pastiglie ed il tè di coca. Mariani fu persino elogiato da tutta Europa ed il Papa gli donò una medaglia al merito (Prof. Solomon H. Snyder, Johns Hopkins University, Farmaci stimolanti, pp. 123.124,Farmaci Droghe e cervello, Zanichelli Ed., 1993, Bologna). L'ultima è l’invenzione dell’Università della Grappa del Trentino Alto Adige che concede un bicchierino ai pasti ai giovanissimi studenti, violando la legge, già scadente, ma in vigore sulla pubblicità, ed in nome e per conto del folclore locale commette un "crimine" sociale a danno della comunità scolastica non adulta ed ignara). Cosa fa il Welfare state? Perché il Direttore del giornale Trentino Alto Adige non segue le direttive OMS e del PNS? Si
è generato da sempre, e soprattutto negli ultimi 50 anni, un caos
(disordine, entropia) del cosiddetto bere moderato, adeguato alle tasche
delle nazioni, soggiogando la voce di milioni di famiglie, facendo
irruzione nella mente dei bambini e degli adolescenti, soffocando gli
animi dei pochi avversi per contemplare la scienza, che s’imbottiglia
alla ricerca di ostentate terapie dell’alcool, del vino coi suoi
polifenoli, della birra, della grappa, ecc. Allora viste le numerose pubblicazioni intorno all’argomento, ho deciso con arduo e complicato cimento di tentare questa prova difficile, che saggia sfrontatamente ma con pacatezza , vuol fare il tentativo di ampliamento sull’informazione corretta sull’alcool. La verità libera dai dubbi, dalle verità parziali e restrittive che confondono la persona e la comunità in cui vive, è simile all’esame di un oggetto che per essere realmente identificato ha bisogno di essere osservato in prospettiva, dall’alto, dal basso, dai lati, solo allora si potrà valutare la sua vera dimensione, la sua esistenza inequivocabile e giusta (Galileo Galilei). Ciò vale anche per l’affermazione scientifica, o l’essenza di una ricerca. “Se tu riesci ad avere risultati riproducibili su determinati esperimenti (esperienze traducibili da tutti, dimostrabili matematicamente) questa è scienza” (Galileo). In altre parole le informazioni scientifiche dovrebbero essere libere da condizionamenti economici, culturali e politici per essere più vere, e non offrirsi ad incertezze utilizzando verbi come: pare che sia stato scoperto, sembra che un litro di vino rosso previene l’Alzheimer, pare che la ricerca “X” sul resv eratolo del vino rosso potrebbe prevenire il cancro eccetera. I verbi utilizzati pongono incertezze, ma intanto potrebbero illudere la popolazione, incrementando speranze ed aspettative inutili per la gente che soffre di sofferenze indicibili ed indescrivibili, nonché incentivando i giovani al consumo di droghe sociali/legali a rischio. Parecchie ricerche precipitano nel dimenticatoio (come quella di Mariani), perché non efficaci. Intanto hanno confuso (vanificando le speranze della collettività) la comunità sofferente dei disagi più complessi.Mi chiedo e vi chiedo, perché non spendere energie intellettuali, economiche, politiche per ricerche su patologie sociali più urgenti, invece che volgere l'attenzione sui prodotti di "Bacco"? Il famoso ed eminente Prof. Bert L. Vallee, autore di 600 pubblicazioni scientifiche, insigne professore del Center for Biochemical and Biophysical Sciences and Medicine Harvard Medical School, Boston Massachusetts, USA, definisce l'alcol "un personaggio" dai volti molteplici e contraddottori ...in ogni caso esso costituisce ai nostri giorni un genere di consumo voluttuario. Presentarlo come uno dei principali fattori di sviluppo di un'intera civiltà può suonare scandaloso e offensivo." (Le Scienze 86-87 n. 360, Milano,1998).L'anno scorso in Italia è stata pubblicata una ricerca per la prevenzione dei tumori attribuita ad un polifenolo contenuto nel vino rosso (che contiene circa 300 composti chimici), il resveratrolo (o resveratolo), in concentrazione alquanto basse (esprimibili in ppm ovvero milligrammi per litro), a sostegno dell'ipotesi preventiva sul cancro. Un'altra ricerca "Dall'uva una nuova molecola antitumorale" , la cui notizia è della rivista "Scienze" sul numero 10 gennaio 1996 che ha pubblicato lo studio sperimentale dell'èquipe di ricercatori dell'Università dell'Illinois a Chicago, guidata da John Pezzuto., sulla linea di quella italiana, si riferisce al resveratrolo contenuto nel vino rosso, attribuondone però i benefici perlopiù dovuti alla concentrazione del composto chimico nell'uva, come antiaggregante delle piastrine e dunque sembra prevenire pericolosi fenomeni coagulativi nel sangue, e non solo ma la sostanza sarebbe dotata di effetto inibitorio per la progressione dei tumori. Ma da quando il resveratrolo è stato individuato anche in una leguminosa peruviana (Cassia quinquangulata), lo studio è diventato assai più promettente, rimanendo sempre in ambito di laboratorio su cellule leucemiche di animali (topi) in cui viene indotto il tumore (i risultati sarebbero sorprendenti sul cancro della pelle, sempre su topi). Mi sembra giusto e ne vale la pena continuare a fare ricerche sul resveratrolo, anche come inibente dei radicali liberi o antinfiammatorio (come l'aspirina), ma "un medico sarà sempre un pò restio a consigliare una cura prolungata a base di alcool, anche se a dosi moderate. Il Prof. Pezzuto e colleghi auspicano la produzione ed il consumo di bevande analcoliche e alimenti ottenuti dalla lavorazione dei chicchi d'uva o di alcune delle altre 72 piante che contengono la preziosa molecola" (Pasquale Liguori, pag. 26, Dall'uva una nuova molecola antitumorale, n. 342 "Le Scienze", 1997, Milano).
E' mia convinzione, che più ricerche si intraprendono, da ogni parte, a favore dei benefici effetti delle bevande alcoliche, tanto più aumenta il fattore d'incremento caotico, proporzionale al discredito delle stesse, per via della chimica dell'alcool non è confutabile la definizione OMS, DSM IV ed altre fonti autorevoli. Ad esempio circa la piombemia: "... abbastanza sorprendente è la constatazione del crescere della piombemia col crescere dei consumi di alcolici. ... lo stesso accumulo di piombo può costituire un fattore di rischio aggiuntivo all'etanolo o alcool" ( Roggi C., L'abitudine al bere in una popolazione adulta", Università di Pavia, estratto "Dalla Cibernetica dell'io all'approccio ecologico: alcolismo e servizi nell'ottica sistemica" a cura di G. Vittadini, I. Giorgi, Collane della Fondazione Salvatore Maugeri, 2001). E' vero che quet'ultima ricerca è fatta intorno al cosiddetto "bere eccessivo", ma a mio parere è pur vero che piccole quantità di questo elemento chimico: piombo, anche nel "bere moderato", se costante è ugualmente pericoloso e tossico, per via della sua caratteristica chimica di accumulo nelle cellule dell'organismo umano come può essere l'arsenico.
Mi aiutano a finire questo scritto, i Grandi ecologisti mondiali: "La maniera principale per non andare verso la conoscenza è quella di seguire ciecamente le regole inventate da altri". Come dice il Prof. George Kelly, da me accolto ed interiorizzato come fautore di cambiamento di una CULTURA più vera e più equa per una nazione: " Le regole sono abbastanza utili come maniglie per chi è moralmente miope, e ciò, ovviamente, comprende la maggior parte di noi. Ma... l'uomo che volontariamente fa affidamento sulle regole e leggi per distinguere il bene dal male solo nel suo interesse, sta cercando di evitare la previsione di ciò che, alla fine, il bene ed il male si riveleranno essere. Non sarà una consolazione per lui in futuro, quando scoprirà di aver fatto una grande confusione nelle cose, il ricordarsi che aveva chiuso gli occhi e si era conformato alle regole" (Kelly 1969, p. 73, tratto da "La nozione del sacro in Bateson di Vincent Kenny).
Secondo me, ciò vale anche per la cultura generale e sanitaria del bere alcolici.
Aurelio Di Carlo
E-Mail: alcolstudi@virgilio.it
22/02/2002 Articolo pubblicato Aicat News - n. 4 del 2 marzo 2002 |