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presentato dalla regione Friuli-Venezia Giulia in collaborazione con
l'Istituto Superiore della Sanità ed ha coinvolto gli
alcolisti e i loro familiari nella compilazione di alcuni
questionari e i servitori-insegnanti che hanno collaborato
attivamente alla ricerca (Toniutti, 1997). I risultati
conclusivi di questa ricerca sono ancora in attesa di
pubblicazione.
Nella terza fase nonostante le difficoltà è aumentata dunque
l'attenzione per il coinvolgimento dei membri dei Club. La
ricerca tende ad essere attuata con i Club.
QUARTA
FASE: LA RICERCA DEI CLUB
La quarta fase è quella attuale, in cui
assistiamo all'emergere della ricerca dei Club. La ricerca
è considerata una componente del lavoro dei Club. I membri
dei Club, tutti i membri dei Club compresi i
servitori-insegnanti, diventano essi stessi dei ricercatori.
La svolta importante è quindi quella di
considerare i membri dei Club come ricercatori indipendenti,
committenti ed esecutori delle loro ricerche.
La ricerca dei Club è una ricerca sulle cose che
interessano i Club: visita degli amici (patronage), sobrietà,
sviluppo della spiritualità antropologica, ecc. Argomenti
"classici" e nuovi rispetto alla ricerca
tradizionale su alcol e dintorni.
Stiamo assistendo all'emergere di nuovi soggetti
di ricerca, di nuovi oggetti di ricerca e di nuovi contesti
di ricerca. Ma queste definizioni in termini di soggetto e
oggetto non sono esplicative di quello che è, che vuole
essere, la ricerca nell'approccio ecologico-sociale: ricerca
come stile di vita, ricerca come metafora per comunicare
l'essenza del processo in cui siamo immersi per aiutarci a
crescere insieme.
La scelta di partecipare al Club da parte della
famiglia è già una ricerca: ricerca di un'alternativa, di
un nuovo stile di vita, di un diverso modo di stare con gli
altri, in altre parole ricerca di una trascendenza dalla
propria condizione esistenziale.
E' noto che l'obiettivo della metodologia ideata
dal Prof. Hudolin non è di "far smettere di bere"
ma di modificare la cultura del bere prima e la cultura
sanitaria e generale poi. Anche rispetto alla ricerca il
vero obiettivo è quindi quello di modificare la cultura
esistente del far ricerca, proponendone una nuova coerente
con la teoria ecologico-sociale che è alla base del lavoro
dei Club.
Nell'ottica della "ricerca dei Club",
più che la significatività e la validità statistiche, è
considerata importante l'utilità dei risultati per il
lavoro dei Club: l'appropriazione da parte dei membri dei
Club di strumenti di conoscenza che li facciano sentire
parte attiva e fondamentale nella scoperta di un percorso
verso una migliore qualità della vita, ad iniziare dalla
facoltà di scegliere dove e come cercare, favorendo così
l'assunzione di responsabilità verso la propria salute, di
capacità decisionali, critiche, e di confronto con gli
altri.
* Coordinatore Banca Dati ARCAT Toscana
** Referente regionale Banca Dati ARCAT Toscana
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