INFORMAZIONE,
CHIAVE DI VOLTA DELLA LIBERTA'
(Specialmente
per ciò che riguarda le bevande alcoliche)
In un suo saggio (Guida per i Perplessi) E.F. Schumacher, racconta che in
occasione di un suo viaggio nell'URRS si trovò a consultare una guida nella
quale, per ragioni politiche, sulla
mappa della città di San Pietroburgo, allora ancora Leningrado, non erano
indicate le chiese e gli edifici religiosi in genere. Questo gli aveva reso
assai difficile orizzontarsi.
Per le stesse ragioni penso che ad ognuno di noi sia difficile muoversi in
un mondo dove le informazioni che ci pervengono siano deformate per le più varie ragioni. Gli esempi potrebbero essere
tantissimi e divertente andarli a pescare nella propria
memoria: io mi limiterò ai pochi miei che ritengo siano sufficienti a guidare
il mio lettore.
Per prima vorrò citare una informazione, poi rivelatasi errata, che ha
dato uno speciale taglio alla mia vita: masturbarsi è peccato, è pericoloso
per la salute (si diventa tisici) e per lo spirito (si diventa moralmente flaccidi,
bugiardi e indolenti).
L'altra informazione errata era che esisteva un lupo in grado di castigare, mangiandoli o portandoli via,
i bambini cattivi, disubbidienti o capricciosi.
Un'altra ancora era che i bambini nascono sotto i cavoli. Poi che la mia
pessima nonna mi vessava e maltrattava non perchè avesse un problema di
carattere lei, ma per il mio bene. Poi anche che mangiare le castagne crude
faceva venire i pidocchi nei capelli. Poi ancora che l'affetto dei miei
familiari era una variabile dipendente da come studiavo e quindi dai voti a
scuola. Che i bambini non possono bere vino come i grandi, sennò non crescono. Si
vis pacem para bellum. Risus abundat
in ore stultorum. Eccetera.
Ho passato il resto della mia vita a cercare di orizzontarmi in mezzo agli
accadimenti secondo le informazioni ricevute così di prima mano od altre che
avevo ottenuto combinando variamente quelle in mio possesso, addentrandomi così
in sempre più confuse situazioni. Ad esempio che era quasi certo che i
bambini non nascessero sotto i cavoli ma dal corpo delle donne (in particolare
con parto anale).
Che quando prendevo scarsi voti a scuola ciò fosse da addebitare
esclusivamente al fatto che in precedenza mi ero masturbato danneggiando così
irrimediabilmente il mio cervello. Come si vede, un'ottima base per lo sviluppo
di un carattere franco ed ottimista.
Naturalmente tutto questo ha reso assai problematici il mio cammino, i
miei incontri con gli altri, la ricerca di nuove e più certe informazioni e
così via.
Quando cominciai a bere alcol sapevo che facevo male perchè ero bambino. Così, quando crebbi, bere alcol fu un segno
che ero grande, almeno quanto quelli
che lo potevano bere. E lo stesso valeva anche per il fumare.
Alla fine potetti diventare alcolista perchè mi avevano informato che il
problema, con l'alcol, non è quello di berlo, ma quello di berne troppo.
Così mi potetti addentrare in quel pericoloso territorio senza troppi problemi
dato che chi stabiliva quanto fosse il
troppo ero io o gli altri bevitori di
alcol a cui ricambiavo il favore di innalzare sempre la soglia del troppo.
Più avanti ancora nella mia carriera ci furono anche altri avvisi: purtroppo
riguardavano solo il fatto che stavo bevendo
troppo.
Così, solo nella mia battaglia perduta, continuai a smettere di bere
troppo, di abusare si dice, per ricadervi subito dopo, sotto la pressante
richiesta del mio stesso organismo. Sino al giorno in cui una persona amica mi
spiegò l'arcano: il problema non nasceva affatto dal bere troppo
alcol, ma solo dal berlo, dato che una droga non si può controllarla perchè è
lei che controlla noi, è seduta nel nostro io.
Dopo, tutto fu facilissimo: ora so che si smette di bere alcol, ecco
tutto, per sempre. Non ci sono altri modi.
Allora mi viene da pensare che se nella mappa con cui mi sono addentrato
nella vita fosse stato scritto con chiarezza "Questo alcol è una DROGA, se
lo bevi ti esponi al rischio di esserne bevuto
tu", allora non sarei stato così sciocco da non tenerne conto nel corso
dei miei numerosi tentativi di risolvere il problema.
Tutti questi pensieri mi disturbano quando affronto il problema
dell'informazione sull'alcol in Italia (e mica solo in Italia). In assenza di
una imparziale informazione fornita dalle scuole, dai mezzi di comunicazione di
massa, dalle autorità sanitarie e così via, il campo è lasciato totalmente
libero alle Lobby alcoliche, le quali vi scorrazzano a piacimento, utilizzando
addirittura, e per rinforzare la credulità generale, riviste scientifiche,
medici nell'esercizio della loro professione, giornalisti ed artisti. La mappa
informativa che ne esce è la stessa che una cultura profondamente alcolica ci
ha ammannito durante i secoli e che mi ha portato per mano a rischiare la vita
e, sicuramente, a danneggiarla un bel po'. Per non parlare poi dell'attività
strettamente promozionale che usa mezzi potentissimi, come la televisione, per
informare che alcol è bello, alcol è
allegria, alcol è successo; per pagare DJ nelle discoteche a promuovere
questo o quel drink, per pagare cifre enormi al fine di vedere poi in
televisione e sui giornali il corridore Schumacher (Micky), vestito da pacchetto
di Marlboro che festeggia la sua vittoria con spumante su un podio arredato da
Campari.
A questo si aggiunga tutta la variegata informazione collegata all'attività
agricola di produzione del vino, con paesaggi dolcissimi pieni di
vigne….Verrebbe da dire che, in uno slalom di questa durezza, almeno le porte
siano indicate con chiarezza e imparzialità. Se poi uno decide in piena
libertà di bere alcol, per lo meno abbia potuto consultare una mappa non
menzognera e non adulterata dai produttori, specialmente quando si avvalgono
di professionisti riconosciuti.
Ecco dunque una prima conclusione sulla informazione: tutte le cifre,
percentuali, casistiche e così via non valgono una cicca perchè indicano una
cosa che non c'è (l'abuso in senso quantitativo)
e non indicano invece una cosa che c'è (l'alcol è una droga, una sostanza
psicotropa cioè, che modifica la nostra percezione di noi stessi e del mondo).
L'accuratezza delle cifre e delle percentuali fornite dalla Lobby dei produttori
e l'apparente autorevolezza scientifica dell'esposizione trae in inganno quasi
come il fatto che sulla mappa censurata
di San Pietroburgo le strade accuratamente
nominate traessero ancora di più in inganno il lettore, convinto di trovarsi di fronte ad uno
strumento valido. Si tratta di una mappa censurata
del nostro paesaggio culturale, che renderà perplessi i più avveduti e che
perderà i semplici.
La domanda che allora occorre porsi è la seguente: quale è la
responsabilità di coloro che manomettono
i circuiti di conoscenza, siano essi mappe o ricerche sull'alcol?
L'altra domanda che occorre porsi è: cosa si potrà mai fare per informare
costoro che ciò che fanno non è bello?
Alle volte viene quasi spontaneo, come E.F. Schumacher, di dichiararsi
PERPLESSI.
Andrea Mattei, alcolista liberato - LIBERI DI NON BERE.