|
Verso un Ecologia della Comunicazione -
Discorsi Viventi e Discorsi Morenti in 'Psicoterapia'
di
Vincent
Kenny
(by copyryght: http://www.oikos.org/vincit.htm)
In questo capitolo cercherò di sviluppare una
distinzione tra due importanti maniere di fare conversazione
che possono essere utilizzate in una rete di comunicazione.
La prima la chiamerò Discorso Vivente, la seconda la
chiamerò Discorso Morente. Per definire ‘Morente’
opposto a ‘Vivente’, mi avvalgo delle idee di Bateson,
Illich, Maturana ed altri autori, soprattutto per descrivere
gli effetti diversi che si verificano nel vivere, per un
prolungato periodo di tempo, nell’una o nell’altra forma
di conversazione. Per dirla in breve, le reti a Discorso
Morente, si identificano con il linguaggio avvilente e
consumistico della manipolazione reciproca tra le persone,
mentre il Discorso Vivente si trova nelle reti connotate dal
mettere al primo posto la tendenza verso la reciproca
comprensione. Il dilemma della maggior parte dei terapisti
è evidenziato dal fatto che essi non dimostrano di essere
granché utili nel liberare le reti familiari di
conversazione dalle forme avvilenti del loro Discorso
Morente. E questo dipende dal fatto che anch’essi sono
invischiati nella stessa rete, di valori mercificati,
attualmente diffusa nella società. Essi, invece, possono
sentirsi (essere) utili nella misura in cui sono capaci di
contribuire a creare nuovi Discorsi Viventi con i loro
‘im-pazienti’ individuali o familiari.
PARTE
1 - INTRODUZIONE - CONVERSAZIONI & LIMITI
'Metalogo : Perché le cose
hanno contorni?'
1. Il Controllo invece della Partecipazione
2. Essere prevedibile e meccanico anzichè essere spontaneo
e capace di improvvisare
3. Essere manipolativo opposto ad essere presente e
socialmente autentico
__1. Essere controllato e controllante invece di essere
attivamente partecipativo
__2. Essere prevedibile e meccanico invece di essere
spontaneo e capace di improvvisare
__3. Essere manipolativo invece di essere presente e
socialmente autentico
PARTE
2 – VIVERE NELLE RETI A DISCORSO MORENTE
Reti a Discorso Morente
Definire la rete a Discorso Morente -
(1). La prima caratteristica di una rete a Discorso Morente
è l’uso di un linguaggio imposto.
(2). La seconda caratteristica del Discorso Morente è la
creazione di uno stato di abuso (ovvero: l’impossibilità
dell’umana soddisfazione )
Formare connessioni nelle reti di conversazioni
'Che posso dire?'
(3) La terza caratteristica del Discorso Morente è
l’organizzazione del potere e dell’obbedienza
L’organizzazione del potere nelle reti a Discorso Morente
PARTE
3 – VERSO UN’ECOLOGIA DELLE CONVERSAZIONI CHE
TRASFORMANO
L’auto–organizzazione
decentrata delle conversazioni di auto–guarigione
REFERENZE
|