di Aurelio Di Carlo
La
necessità di riesaminare la situazione dei Club in
Sicilia nasce dall’esigenza di crescita e maturazione
del sistema ecologico attraverso la
verifica e la ricerca costante nei programmi
alcologici regionali. Purtroppo ciò
non è facile per diversi motivi, infatti il lavoro
di raccolta dati si protrae dal mese di ottobre 1995, tra
l’altro esso fu richiesto dallo stesso Prof. Hudolin
durante la
Scuola Nazionale di Perfezionamento in Arezzo.
Spero che
l’impegno contribuirà :
1.
all’evoluzione del sistema
ecologico attraverso la disamina
dei dati ed al loro confronto che potrà
essere utile sia per lo sviluppo qualitativo e
quantitativo dei Club sia per una migliore promozione alla
salute
2.
ad un accurata registrazione dei
membri ed operatori, mantenendo per i primi
l’anonimato con l’assegnazione di codici seguendo i
principi etici, professionali e la legislazione vigente.
3.
a valutare il lavoro svolto.
I
dati giunti all’ARCAT Sicilia quest’anno riguardano
venti su ventisei Club ( 76.9% ), 156 su 186 famiglie in
trattamento ( 83.9% ) e 339 componenti su 399 (85%) al 31
maggio 1996.
Strumenti e modalità
Lo strumento adottato è la scheda C.A.P.S.A.
proposta dal Comitato di Coordinamento Nazionale dell’
A.I.C.A.T.
Ho ritenuto importante riportare in questo lavoro la
composizione sociale degli operatori-servitori,
l’analisi è dedotta dalle schede dell’ ARCAT Sicilia.
La ricerca, per ogni Club, è stata
condotta dagli operatori-servitori
con la collaborazione delle famiglie a cui vanno
meritoriamente il riconoscimento dovuto ed un sentito
ringraziamento per il loro impegno.
Per quanto riguarda il distacco si intende
l’allontanamento dal Club per almeno 10 sedute (tre mesi
circa) anche se comunque vi è partecipazione dei
familiari. I motivi dei drop-out non sono stati riportati
nella totalità delle schede. Per altri approcci vanno
intesi psicoterapie, frequenza a gruppi A.A. ecc. I dati
si riferiscono alla data del 31/05/96 periodo di arrivo
delle ultime schede.
Descrizione componente
operatori-servitori
La risorsa dei Club, per la componente degli
operatori-servitori, è formata da volontari per il 41% e
da professionisti per il 59% [GRAF. 1]: assistenti sociali
34%, psichiatri 10%, medici 7.5%, psicologi
7,5%, tre professionisti espletano servizio
volontario [GRAF. 2].
Tra i volontari cinque sono altri professionisti (
educatori, operatori pol. soc., chimici ecc.), tre
casalinghe per un
totale di 25 operatori, dei quali uno è attivo in
due Club. L’analisi che segue vuole essere puramente
descrittiva perché in realtà non dovrebbe esistere una
differenza tra operatori-servitori-insegnanti dopo la
formazione e l’aggiornamento continuo nel sistema
ecologico sociale così come nelle famiglie dei Club non
è avvertibile una differenza socio culturale, dopo un
sostanziale cambiamento dello stile di vita nella
direzione antropologica e spirituale. Esiste invece la
preziosità della diversità che si auto determina nel
rispetto della persona e nel suo modo di essere tale
nell’ecosistema.
COMPOSIZIONE SOCIALE
|
ANNO
|
1996
|
1993
|
|
VOLONTARI
PROFESSIONISTI
volontari
|
9
3
|
3
3
|
|
ASSISTENTI
SOCIALI
|
10
|
6
|
|
MEDICI
|
2
|
4
|
|
PSICHIATRI
|
3
|
2
|
|
PSICOLOGI
|
2
|
3
|
-
TAB. 1 -
SESSO
|
ANNO
|
1996
|
1993
|
|
FEMMINE
|
18
|
11
|
|
MASCHI
|
7
|
7
|

-
GRAF. 1 -
-
GRAF. 2 -
Durante questi ultimi tre anni è apprezzabile un
incremento notevole del 75% della risorsa volontaria nella
Comunità regionale da 3 a 9 persone, purtroppo una
diminuzione
del 50% della componente medica ed un aumento del
40% degli assistenti sociali ( riferito all’incremento
tipologico parziale), del 16% sul totale operatori
[Tabella 1 e Graf. n.3]. La prevalenza degli operatori è
femminile pari al 72%, con l’incidenza di
7 /18 unità della componente uguale al 38.9%.
Si può dire che al servizio della comunità
siciliana per i p.a.c.c. è
più sensibile il “gentile sesso” che la
componente maschile costituita solamente dal 28% [Graf.
N.4].
OPERATORI PER ETA’
|
|
MASCHI
|
FEMMINE
|
|
20/30
|
1
|
4%
|
3
|
12%
|
|
30/40
|
1
|
4%
|
7
|
28%
|
|
40/50
|
3
|
12%
|
6
|
24%
|
|
50/60
|
2
|
8%
|
2
|
8%
|
|
TOTALE
|
7
|
28%
|
18
|
72%
|
-
TAB. 2 -
Nell’ambito dell’età, le operatrici che servono
i Club sono più disponibili nella fascia da 30/40, per
gli operatori invece
la disponibilità aumenta
nella fascia tra 40/50 anni per poi tornare a
diminuire in ambedue: gli uomini sembrano essere più
resistenti, seppure meno partecipativi, con una
diminuzione del 3.8 %
(-1 unità) riguardo alle donne che hanno una
flessione del 20% (-5 unità) [TAB. 2 e GRAF. 5].
Nel biennio 94-96 il distacco operatori è stato di
11 persone di cui 6 sostituiti e dunque non hanno
influenzato fortunatamente la disattivazione dei Club, che
ne evidenzia sei, l’ incremento è di 13 Club.
-
GRAF. 3 -
-
GRAF. 4 -
-
GRAF. 5 -
Descrizione dati delle famiglie nei Club
L’odierno rilevamento, alla data del
31/05/96, registra 26 Club , 186 famiglie con 399
componenti rispetto al precedente riferito al
I° semestre 1994, che contava N. 19 Club, 130
famiglie e 260 componenti. I dati aggiornati si
riferiscono a N. 20 Club, 76.9%
del totale, e 156 famiglie (83.9%) con 339 componenti in
trattamento pari all’84.9%. Altri dati non sono stati
presi in esame perché non pervenuti ( N. 6 C.A.T. = 23.1%
).
L’età media
corrisponde a 42 anni, si osserva però una maggiore
partecipazione di persone con p.a.c. tra i 20/30 anni
dovuta alla diminuzione dell’età nell’iniziazione al
bere per i molteplici motivi culturali
e sociali correlati alla forte spinta dei mass-media.
|
FAMIGLIE
|
ETA’
MEDIA
|
SESSO
|
|
156
|
42
anni
|
maschi
|
femmine
|
|
85.7%
|
|
140
|
16
|
-
TAB. 3 -
La prevalenza del trattamento è maschile con
l’89.7% e il 10.2% di donne, la metà rispetto alla
media nazionale. I problemi alcoolcorrelati per la donna
emergono in gran parte entro le mura domestiche: 8% sono
casalinghe, 78.4% della
componente femminile [ Tab. 3, 4 e Graf. 6, 7].
Riguardo
alla situazione lavorativa i risultati mostrano una
visibilità simile ad altre indagini epidemiologiche,
infatti le fasce più alte corrispondono agli operai (25%), ai disoccupati (25%) ed agli
impiegati (20%),
|
QUALIFICA
|
TITOLO
DI STUDIO
|
S
TATO CIVILE
|
|
|
pensionato
|
13
|
nessuno
|
9
|
celibe/nubil
|
23
|
|
operaio
|
39
|
lic.elem.
|
43
|
coniugato
|
105
|
|
impiegato
|
32
|
lic.media
|
64
|
vedovo
|
1
|
|
lib. profes.
|
5
|
diploma
|
28
|
separato
|
6
|
|
disoccupato
|
39
|
laurea
|
4
|
divorziato
|
10
|
|
studente
|
0
|
non rilev.
|
8
|
non rilev.
|
11
|
|
casalinga
|
12
|
|
|
|
|
|
agricoltore
|
4
|
|
|
|
|
|
commerciant
|
5
|
|
|
|
|
|
artigiano
|
4
|
|
|
|
|
|
non rilev.
|
3
|
|
|
|
|
| |
|
|
|
|
|
|
-
TAB. 4 -
quest’ultimo dato ha un incremento del 4% nei
Club siciliani a confronto dati Eurispes 1993. La
componente studentesca segnala un dato nullo, ciò non
vuol dire che il problema non esiste, nell’ambito della
promozione alla salute gli operatori del Servizio pubblico
e privato (inclusa l’Arcat) sono attivi da tempo
purtroppo non molto costanti per via dei pochi
finanziamenti per la prevenzione dei p.a.c. [Tab. 4 e Graf. 7]

-
GRAF. 6 -

-
GRAF. 7-
Una ricerca dell’IPSIA “Europa” di Roma, su 383
ragazzi di ambo i sessi tra 15-18 anni, ha rilevato che i
bevitori sono il 76.2%, di cui 73.3% maschi e 26.7%
femmine. La maggioranza bevono birra, la motivazione
predominante è il piacere, seguono ‘per darsi sprint’ e l’emulazione.
Le persone a rischio di alcolismo in Italia sono
140.000, 75.000 ricorrono a terapie di disintossicazione,
ma solo 25.000 lo fanno in modo regolare. I costi sociali
per p.a.c. rispondono a £. 11.476 miliardi (CENSIS 1996).
I pensionati in trattamento sono l’8%, ai p.a.c.
della terza età si dovrà dedicare più prevenzione e
studio. Infatti è aumentato ancora l’indice di
indigenza.
L’economia siciliana attraversa un forte disagio
socio economico: una famiglia su cinque vive in povertà
(rispetto a 1:20 del nord).
-
GRAF. 8 -
Il livello culturale nei Club è medio basso, il 69%
possiede un titolo di studio della scuola di base e media
inferiore, il 18% ha un diploma. Questo dato è più
elevato confrontandolo col 2% della ricerca della ULSS 13
di Treviso (1991). Solo il 3% sono laureati [Graf. 8], la
fascia culturale medio alta ha difficoltà di inserimento
nei Club. Da un calcolo indiretto che parte dalla
proporzionalità tra consumo di alcolici e problemi
alcoolcorrelati , fatte le dovute considerazioni regionali
dedotte da Fonte ISTAT - 1991, in Sicilia la densità dei
p.a.c. risulta essere non meno di 190.000 persone con
sofferenza multidimensionale. Si calcola un’affluenza ai
programmi di 9/10.000 pari allo 0.09% e 21/10.000
familiari corrispondenti allo 0.21%, la mortalità è di
2019 persone/anno (elaborazione Labos e Delfino su dati
ISTAT).
-
GRAF. 9 -
I coniugati raggiungono il 67.3% e i celibi/nubili il
14%. Dallo stato civile e dalla situazione lavorativa si
possono identificare le fasce a rischio più elevato:
coniugati (67.3%), operai (25%), disoccupati (25%),
impiegati (20%). La problematica delle casalinghe,
rilevata con l’8%, è ancora sottesa ma esplodente.
|
FREQUENZA
|
|
nulla
|
11
|
7%
|
|
saltuaria
|
31
|
19.9%
|
|
regolare
|
105
|
67.3%
|
|
non rilev.
|
9
|
5.8%
|
-
TAB. 7-
I componenti che frequentano regolarmente i Club sono
pari al 67.3%, i saltuari il 19.9%, gli assenti
costantemente il 7% [Tab. 7]. I dati relativi alla
frequenza sono lievemente più bassi rispetto ad altre
realtà regionali. Due persone su dieci frequentano senza
familiari, il 5% vive da solo. La presenza dei familiari
è del 76% [GRAF.10].

-
GRAF. 10 -
|
vive
solo
|
familiari
|
ricadute
|
distacco
|
decesso
|
|
8
|
SI
|
120
|
46
|
18
|
2
|
|
5.1%
|
NO
|
33
|
29.5%
|
11.5%
|
1.3%
|
-
TAB. 5 -

-
GRAF. 11 -
Correlando i nuclei famigliari (76%) con la frequenza
(67.3+19.9 = 87.2%) si può assegnare al distacco (11.5%)
una notevole influenza dell’assenza dei famigliari.
Naturalmente non è solo questa la causa dei drop-out,
rimando ad ulteriori ricerche sull’argomento, in
occasione della presentazione della tesi, alla quale sono
impegnato per il Corso Naz. di Perfezionamento
in Arezzo. Comunque la percentuale degli
allontanamenti pari all’11.5% appare notevolmente più
bassa se riferita ad altri lavori condotti nel Trentino
(22%), nel Trevigiano (media
29%), in Toscana ad Arezzo (24.6%). In materia di
‘abbandoni’, ovvero di persone efferenti dai programmi
temporaneamente, o siamo più bravi o dimentichiamo per
strada qualcosa, è probabile che si adotti criteri
cronologici soggettivi e più ampi.
|
CANALI
DI INVIO
|
|
SERT
|
57
|
37%
|
|
MEDICO
|
11
|
7%
|
|
OPERATORE
|
16
|
10%
|
|
OSPEDALE
|
5
|
3%
|
|
ALTRO
|
64
|
41%
|
|
NON RILEV.
|
3
|
2%
|
-
TAB. 6-
-
GRAF. 12 -
Gli invii ai Club sono stati effettuati per il 41% da
privati indicati con ALTRO (se stesso, alcolista in
trattamento, familiari, conoscenti), che sommati agli
invii dell’operatore del Club sono pari al 51%, seguono
i Sert con il 36.5%, i medici con il 7%, gli ospedali con
il 3%, non rilevati il 2%. Sembra non sufficientemente
attivato il canale Comunità-Servizi-Club [ TAB. 6 e GRAF.
12].
|
ALTRE
SOSTANZE
|
|
FUMO
|
100
|
64.1%
|
|
STUPEFACENTI
|
28
|
18%
|
|
PSICOFARMACI
|
13
|
8.3%
|
|
NESSUNA
|
15
|
9.6%
|
-
TAB. 8-
|