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I problemi alcolcorrelati non esisterebbero senza il
bere e pertanto bisogna cominciare a parlare di bere e di
alcol. L'alcol non è un alimento, perché il corpo non ne
ha bisogno, ma è una sostanza tossica, e quindi dannosa
per l'organismo. L'alcol è una droga legale: una
sostanza è definita droga dall'Organizzazione Mondiale
della Sanità, quando porta dipendenza, crisi di astinenza
e problemi nei rapporti sociali, familiari e del lavoro. Quindi
l'alcol è una droga. I dati che riguardano il problema
alcol sono catastrofici: l'alcolismo è un problema
sommerso che uccide fino a 60 volte più dell'eroina. 5
milioni di italiani abusano di alcolici e 1/5 di loro, 1
milione, sono alcolisti. Ogni anno abbiamo 30.000 morti
causati direttamente dall'alcol, ed altrettanti come morti
indiretti (guida in stato di ebbrezza, suicidi, omicidi).
Anche i bambini vengono coinvolti loro malgrado, infatti
3.000 bambini all'anno nascono con sindrome feto alcolica.
Le affezioni più gravi che colpiscono gli alcolisti sono
la cirrosi epatica, il cancro all'apparato digerente,
malattie cardiocircolatorie, tubercolosi e ipertensione,
l'aggravamento dell'osteoporosi. Ma non è finita: in 35
incidenti stradali su 100, in oltre metà degli omicidi,
in 1/4 dei suicidi, nel 20% degli infortuni sul lavoro,
compare come concausa l'alcol. I costi economici e sociali
di questo problema sono anch'essi drammatici, e totalmente
passati sotto silenzio:
·
quasi
il 10% dei ricoveri sono legati al bere
·
dal
20 al 30% dei costi sanitari sono dovuti a patologie
legate all'alcol
·
più
di 25 milioni di giornate lavorative perse
·
oltre
4 miliardi di lacrime versate dai familiari degli
alcolisti ogni anno
Ogni persona ha ovviamente nei confronti del consumo
di alcol una specifica posizione personale.
Possiamo distinguere:
·
gli
astemi, che non hanno mai bevuto
·
gli
astinenti, che per loro libera scelta hanno smesso di bere
·
i
moderati, che non è possibile definire perché ogni
persona che beve si considera moderata
·
i
problematici, per i quali il bere inizia a costituire un
problema
Bibl. Da informazione sul Web dell’AICAT.
Domande e risposte
sull'alcol
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Alcol:
cosa è
L'alcol etilico o etanolo è una sostanza
liquida ed incolore che si forma per fermentazione
di alcuni zuccheri semplici o per distillazione
del mosto fermentato. Le bevande alcoliche sono
tutte quelle che contengono alcol etilico in una
determinata concentrazione indicata per legge
nella etichetta della bottiglia.
Per gli effetti che provoca sull'uomo, l'alcol
è una droga infatti esso:
- Ha potere psicoattivo: altera il
funzionamento del sistema nervoso centrale
- Può dare dipendenza fisica e psichica:
caratterizzata dall'incapacità di controllare
l'assunzione di alcol nonostante il
verificarsi di conseguenze negative
- Dà assuefazione: per ottenero lo
stesso effetto bisogna aumentare costantemente
la dose
- Ha conseguenze sul piano individuale,
sociale, e familiare.
Tradizioni
e luoghi comuni
II consumo di alcol fa parte della nostra
storia e cultura, è diffuso in tutti gli strati
sociali e generalmente è associato al
festeggiamento, alla gioia, al divertimento.
L'Italia è uno dei primi paesi produttori di
vino al mondo, il commercio di alcolici
rappresenta una parte importante del nostro
reddito e siamo ai primi posti per il consumo
medio pro capite di alcol anidro.
La nostra cultura ci insegna che quando si
parla di alcol è solo un problema di quantità,
ma è proprio così?
Da trenta anni a questa parte le dosi consentite
di sicurezza continuano a calare, la dose
stabilita oggi non va bene domani; anche la
cosiddette piccole quantità possono produrre
danni; è comunque facile aumentare
progressivamente la dose senza quasi accorgersene.
Le nostre tradizioni sono piene di pregiudizi e
luoghi comuni sull'alcol vediamone alcuni:
- L'alcol aumenta la
forza?
No, in realtà in chi assume bevande alcoliche
le capacità cerebrali e motorie sono da
subito ridotte.
Inoltre tramite una azione diretta sulla
muscolatura scheletrica la sostanza può anche
provocare danni acuti o cronici.
- L'alcol fa buon
sangue?
Non è vero: tipica degli alcolisti è
l'anemia ovvero carenza di globuli rossi nel
sangue.
- L'alcol protegge dal
freddo?
L'alcol provoca dilatazione dei vasi della
cute ciò provoca una sensazione di calore, ma
anche una maggiore velocità di dispersione
del calore corporeo. La conseguenza è una
diminuzione della capacità del corpo di
sopportare il freddo.
- L'alcol fa bene in
caso di malessere?
No: l'alcol è un vaosodilatatore e può
aggravare i collassi.
- L'alcol stimola e dà
sicurezza?
In realtà l'alcol deprime il nostro sistema
nervoso centrale.
- L'alcol è un
cardiotonico?
Secondo la tradizione bere un alcolico
migliora la nostra circolazione sanguigna. E'
vero il contrario, bere piccole quantità a
lungo andare aumenta la pressione arteriosa di
5mmHg e il bere a rischio può essere causa di
“miocardiopatia alcolica”: una sofferenza
del muscolo cardiaco.
- L'alcol aumenta la
virilità?
Sempre per effetto dell'alcol sul sistema
nervoso centrale abbiamo un calo dell'ormone
LH che stimola ormoni maschili nell'uomo e
femminili nella donna; Inoltre dopo una
singola dose di alcol, esiste già la
possibilità di una riduzione dell'ormone
testosterone ed anche della capacità di
erezione.
Questi sono solo alcuni dei luoghi comuni sugli
effetti positivi dell'alcol. Essi generalmente
discendono dalla percezione che si ha degli
effetti disinibitori dell'alcol sul nostro sistema
nervoso, e dal fatto che la nostra cultura del
bere ci dice: "Così fanno tutti",
"Così si è sempre fatto", "Non
bere è essere diversi"; e la pubblicità ci
dice che l'alcol è solo un amico: dà successo e
sicurezza..
Alcuni
dati sui problemi legati al consumo di alcol
Secondo alcune stime (Gruppo epidemiologico
della Società italiana di Alcologia) in Italia su
33.000.000 di bevitori ci sono 4.000.000 di
persone che presentano problemi connessi
all'uso di alcol ed 1.600.000 alcolisti.
Il numero dei decessi direttamente collegati
all'alcol è stimato intorno ai 40.000 morti.
L'OMS suggerisce che nei paesi industrializzati
l'alcol sia la causa del 2% della mortalità
complessiva.
Un dato signifcativo è quello legato agli anni
di vita persi a causa di problemi
alcolcorrelati in cui l'alcol incide fino al 10%.
La tabella mette a confronto le diverse sostanze.
Come si può vedere l'alcol pesa maggiormente per
quanto riguarda gli anni di vita persi e gli anni
vissuti da disabili (dove per disabilità si
intende la compromissione di funzioni psicofisiche
fondamentali).
| Fattore |
% decessi totale |
% anni di vita persi sul totale |
% anni vissuti da disabili sul totale |
% disabilità aggiustata per anni di
vita persi sul totale |
| Uso di tabacco |
14,9 |
16,0 |
7,4 |
11,7 |
| Uso di alcol |
1,2 |
5,1 |
15,6 |
10,3 |
| Uso di droghe illegali |
0,4 |
1,4 |
3,3 |
2,3 |
Esiste
una quantità modica ed una quantità eccessiva?
Spesso si fanno delle distinzioni tra uso e
abuso di sostanze (ad esempio tra una quantità
moderata di alcol ed una eccessiva).
In realtà da sempre esistono discrepanze tra i
vari limiti di moderazione proposti nel corso
del tempo. Nessuno parla oggi di uso moderato ed
abuso di eroina, mentre per l'alcol, in parte
viene accettato il concetto di uso non dannoso.
Questo significa che il concetto di moderazione
è strettamente collegato al contesto culturale.
Per questo anche l'Organizzazione mondiale della
sanità tende a distinguere tra un uso cosiddetto
a rischio ed un uso ad alto rischio.
Tanto maggiore sarà l'uso della sostanza quanto
più alti saranno i rischi per la salute.
Possono essere individuati quattro livelli di
consumo settimanale:
- 0 grammi di alcol anidro al giorno=
sicurezza;
- 0-20 grammi di alcol anidro al giorno per le
donne e da 0-40 grammi di alcol anidro al
giorno per gli uomini = rischio basso;
- Più di 20 grammi di alcol anidro al giorno
per le donne di 40 grammi di alcol anidro al
giorno per gli uomini = rischio elevato/danno
Non devono assolutamente bere:
- i bambini e gli adolescenti;
- le donne in gravidanza e in allattamento;
- gli alcolisti;
- chi si mette alla guida di veicoli;
- chi assume farmaci e/o è affetto da
malattie croniche;
- chi deve effettuare prestazioni che
richiedono una perfetta efficienza fisica e
psichica.
Queste indicazioni sono state assunte dal Piano
sanitario nazionale italiano 1998-2000.
Si deve tenere presente che queste hanno solo
un valore indicativo dato che (cone diremo
nel paragrafo successivo) i rischi legati al
consumo di alcol dipendono anche da molte
variabili individuali.
Come
calcolare la quantità di alcol ingerita
In ogni bottiglia di bevanda alcolica, i gradi
alcolimetrici, presenti per legge su ogni
etichetta, ci dicono in quale percentuale l'alcol
è presente in un litro di prodotto. Vediamo uno
schema riassuntivo della quantità di alcol
presente nelle bevande più diffuse.
- Birre chiare 3,0° - 3,5°
- Birre scure 3,6° - 8°
- Super alcolici 38°-40°
- Vino 10°-12°
- Cocktails
- long drinks
Gli effetti dell'alcol non dipendono solo
dal tipo di bevanda assunta, ma anche da variabili
soggettive. Ne elenchiamo alcune:
- età;
- sesso;
- razza;
- peso;
- modalità di assunzione (a digiuno o dopo i
pasti, tempo di assunzione: se si è assunto
alcol in breve tempo o diluito in un tempo più
lungo);
- tempo intercorso dall'assunzione;
- entità del pasto consumato;
- abitudini alcoliche (consumo quotidiano o
saltuario);
- stato di salute generale;
- affaticamento o stress.
Diamo comunque delle indicazioni, che possono
avere solo un valore generico, dell'effetto
dell'alcol sul sistema nervoso centrale 0,05-0,1
% Stato di euforia: minore
concentrazione, maggiore tempo di reazione,
instabilità emotiva
0,15% Stato di ebbrezza:
aumenta la frequenza del respiro e dei palpiti,
stato di confusione
0,2% Stato di
ubriachezza: incoerenza, mancanza di
autocritica, incordinazione motoria, insensibilità
al dolore
0,3% Stato di ubriachezza
grave: visione doppia, rallentamento
grave dei riflessi, grave incordinazione motoria,
confusione mentale
0,4% Coma:
perdita duratura della coscienza, assenza di
sensibilità e di riflessi
0,5% Pericolo di morte
I
problemi e le patologie alcolcorrelati
I problemi e le patologie alcolcorrelati sono
tutti quei disagi dovuti all'assunzione episodica
o continuativa di bevande alcoliche.
Possono essere di varia natura ed influenzano
molti aspetti della vita:
Vediamoli in modo più approfondito.
Problemi
relazionali
Quando in una famiglia c'è un problema
connesso all'uso di alcol si modificano ruoli e
funzioni, rendendo più difficile lo stare
insieme quotidiano, si comunica con difficoltà e
con rancore, i rapporti e i ruoli cambiano, e i
rimproveri, le colpe, cadono sul familiare
accusato di bere che si sente così escluso e
svalutato.
Possono accadere episodi di violenza di vario
tipo, che, in alcuni casi, si protraggono nel
tempo.
Anche il lavoro ne risente: stanchezza,
difficoltà di concentrazione, piccoli incidenti,
distrazioni, assenze dal lavoro rischiano di
compromettere il rapporto con i colleghi e lo
stesso ruolo professionale e con esso rischiano la
stabilità economica e sociale dell'intera
famiglia.
Non solo cambiano i ruoli e i rapporti all'interno
della famiglia, ma anche quelli della famiglia con
la comunità. Cominciano a diradarsi i
contatti con gli amici e i colleghi.
Altrettanto succede per le attività sportive o di
svago, che sono da sempre un modo per socializzare
e stare insieme agli altri. Cambia il ritmo e
talvolta il tenore di vita e diventa difficile
fare programmi insieme.
La famiglia comincia ad isolarsi e purtroppo viene
anche isolata dalla comunità.
Problemi
sociali
L'effetto di perdita di controllo indotto
dall'alcol è alla base di numerosi episodi di
violenza (risse, aggressioni, ecc.).
Inoltre l'attenuazione dei riflessi può avere
gravissime conseguenze per quanto riguarda
incidenti e infortuni. Si stima che in Italia il
10% (pari a 100.000 infortuni all'anno, di cui 150
mortali) degli incidenti sul lavoro siano da
attribuire all'assunzione di alcol.
Sulle strade il 46% degli incidenti vede l'alcol
come responsabile principale.
Problemi
fisici
(Da inserire disegno uomo con possibilità di
ciccare sugli organi e vedere i danni)
Cuore e vasi:
miocardiopatia alcolica, ipertensione arteriosa,
accellerazione dell'arteriosclerosi
Fegato:
steatosi, epatite acuta cronica, cirrosi
Apparato riproduttivo:
ridotta fertilità, diminuzione del desiderio
sessuale, alterazioni ormonali (femminilizzazione
nel maschio)
Bocca esofago:
esofagiti, infiammazioni, varici, tumore
Stomaco:
gastriti, ulcere, tumore
Intestino:
cattivo assorbimento, diarrea
Pancreas:
pancreatite acuta e cronica
E nel nostro cervello:
danni psichici e neurologici
- Allucinosi: grave malattia psichica
con allucinazioni soprattutto uditive, con
voci minacciose, insultanti, persecutorie
- Delirio cronico di gelosia: pensa
il partner con altri/e e sogna di
vendicarsi.. finisce per trasformarsi in
malattia psichica
- Delirio tremens: è un disturbo
caratterizzato da: profonda confusione,
tremori, allucinazioni
- Traumi cranici: con possibili
ematomi al cervello
- Epilessia: perdita di coscienza,
convulsioni, incontinenza e disorientamento
- Atrofia cerebrale: il cervello si
riduce di volume e progressivamente si
riducono la memoria, l'identità,
l'affettività
- Polineurite alcolica: dolori
notturni, formicolii, disturbi motori fino
all'incapacità di muoversi
Sono
un bevitore a rischio?
Le posizioni personali nei confronti dell'alcol
sono molto diverse.
Gli astemi:
Sono coloro i quali non hanno mai voluto o potuto
bere alcolici. L'assunzione di bevande alcoliche
in molti di loro determina tra l'altro reazioni
fisiche sgradevoli come rossori al volto,
capogiri, nausea.
Gli astinenti:
Sono tutte quelle persone che in passato hanno
bevuto bevande alcoliche e che oggi per motivi
diversi hanno invece deciso di astenersi dal bere
qualsiasi bevanda alcolica.
I bevitori moderati:
Non esiste un identikit del bevitore moderato, né
dei cosiddetti bevitori problematici o degli
alcolisti.
La nostra cultura accetta il concetto di
moderazione per l'alcol, ma lo rifiuta ad esempio
per altre sostanze, come alcune droghe
illegali. Come abbiamo già detto non è
possibile definire la moderazione, né in
termini quantitativi, né in termini di assunzioni
giornaliere. Fra i bevitori moderati vi sono
persone che bevono un bicchiere a pasto, altri
2-3, altri ancora bevono soltanto in occasione
delle feste particolari.
Tutti si considerano moderati, anche se il loro
consumo è diverso!
La risposta individuale alla tossicità delle
sostanze è tra l'altro estremamente diversa.
I bevitori moderati, secondo studi
dell'Organizzazione Mondiale della Sanità,
rappresentano circa il 60-70% della
popolazione, e riguarda essi il maggior numero
di problemi alcolcorrelati perché pur avendo
questi un minor rischio personale rispetto ai
bevitori problematici e agli alcolisti,
rappresentano nell'insieme un numero ben superiore
di persone (in Italia dai 30 ai 35 milioni).
In ognuno di loro il consumo di alcol può
essere causa o concausa di alcune situazioni
negative, (incidenti stradali, sul lavoro,
problemi familiari e sociali). In conclusione si
può dire che i problemi correlati al bere
particolare rischiano di aumentare o diminuire in
modo proporzionale alla crescita o alla riduzione
dei consumi individuali e dell'intera comunità.
Gli Alcolisti
Secondo la cultura corrente, le persone
con un forte legame con l'alcol e con numerosi
problemi alcol correlati sembrerebbero appartenere
a determinate categorie sociali, presentare
personalità particolari o addirittura essere
geneticamente predisposte.
In realtà se il concetto di ereditarietà
è più legato alla trasmissione ai figli di un
determinato comportamento nei confronti dell'alcol
(ereditarietà comportamentale, non genetica), le
ricerche fatte sugli alcolisti, mostrano che non
esistono persone che per le loro caratteristiche
psicologiche sociali, genetiche o di altra natura
sono destinate all'alcolismo. Chiunque per una
serie non prevedibile di fattori può correre il
rischio di presentare problemi alcolcorrelati.
Come
scoprire un disagio legato al consumo dell'alcol
Molte e diverse sono le persone che possono
accorgersi dell'esistenza di un disagio legato al
consumo di alcol: non solo il medico, attraverso
gli esami di laboratorio, i sintomi o le malattie,
ma anche tanti altri, (amici, familiari, parenti,
altre figure professionali).
Uno strumento semplice, utilizzabile da tutti,
è il test CAGE il cui nome è formato
dalle iniziali delle domande del test:
C: cut down,
(diminuire) Avete pensato recentemente
alla necessità ridurre il vostro bere?
Se rispondi positivamente ad almeno due domande
(o se hai meno di 30 anni e rispondi positivamente
ad una sola) il tuo consumo di bevande alcoliche
potrebbe provocarti dei problemi.
Se vuoi puoi contattare un servizio presente nella
tua regione (Realtà
italiane), oppure inviare una mail al gruppo
di esperti di Arcat Sicilia Onlus all'indirizzo
contattaci
Dove
rivolgersi?
La
mappa
ipertestuale contiene gli indirizzi regione
per regione di servizi, gruppi di auto aiuto,
comunità multifamiliari che si occupano di
problematiche connesse all'alcol.
In Italia esistono i
centri alcologici, che
vedono la presenza di professionalità diverse
(medici, psicologi, infermieri) e che lavorano in
collaborazione con altre realtà del territorio
(servizi, gruppi di auto aiuto, comunità multifamiliari, ecc.). Anche i
servizi per le
tossicodipendenze devono attivare per legge al
loro interno équipes specializzate
sull'alcolismo.
L'Italia, inoltre, ha una tradizione molto
importante per quanto riguarda le esperienze
promosse da persone che hanno un problema di
alcolismo (gruppi di auto aiuto e comunità
multifamiliari).
Le realtà più importanti sono due:
i Club degli alcolisti in trattamento :
nati a Zagabria nel 1964 per opera del
professor Vladimir Hudolin, recentemente
scomparso.
In Italia il primo club è nato a Trieste nel
1979. Oggi i club sono diffusi in tutta
Italia, sono circa 2.400 e coinvolgono 20.000
famiglie circa.
Nei club si incontrano le famiglie che
hanno problemi alcolcorrelati (da qui la
definizione di comunità multifamiliari).
Infatti la filosofia su cui si basano i club
è quella secondo cui i disagi connessi
all'alcol non riguardano solo il singolo
individuo, ma coinvolgono tutto il nucleo
familiare e la tradizione culturale in cui
il bere bevande alcoliche è diffuso e
accettato.
Per questo i club lavorano molto nelle diverse
comunità locali per quanto riguarda
l'informazione e la sensibilizzazione della
popolazione sui rischi derivanti dall'uso di
alcol.
Visita
il sito dell'Associazione italiana Club
alcolisti in trattamento
-
Alcolisti anonimi (AA) fu fondata nel
1935 da un agente di cambio di New York e da
un chirurgo dell'Ohio, entrambi alcolisti, con
il tempo si sono diffusi in molte parti del
mondo.
Il concetto di anonimato è fondamentale. Si
tratta di una regola che offre una protezione
agli alcolisti dal rischio di essere
etichettati dalla società; permette inoltre
di eliminare qualsiasi disuguaglianza sociale,
culturale ed economica, in quanto insegna a
porre i principi al di sopra delle esigenze
del singolo.
L'autonomia sotto ogni punto di vista,
burocratico, economico, ecc., costituisce un
caposaldo di AA.
I Dodici passi e le Dodici tradizioni
costituiscono i principi spirituali guida che
se messi in pratica possono aiutare ad
eliminare l'ossessione del bere.
In Italia i gruppi di AA sono 868.
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A cura di
Valentino
Patussi
dal sito: www.alcolonline.org
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