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Mercoledì
17 Ottobre 2001, 17:30
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Alcol: in auto è il nemico numero 1
Di Motorcity
Quanti giovani hanno trovato la morte sulle strade?
Moltissimi. La maggior parte di questi incidenti mortali
è dovuto "all'abuso" (*) di alcol, ben il 46 %. Questo è
l'allarmante dato che è venuto a galla durante il
Congresso Nazionale dei Club degli Alcolisti in
Trattamento. Bastano piccole quantità di alcol per aver
colpi di sonno, riflessi lenti e vista annebbiata. Nel
resto dell'Europa la situazione non è migliore a quella
dell'Italia:
l'Oms ha condotto uno studio secondo il quale un quarto
dei decessi di giovani maschi tra i 15 e i 29 anni è
dovuto al consumo di alcolici, per un totale di 55mila
morti all'anno. Del resto la pubblicità non aiuta di
certo la riduzione del consumo di bevande alcoliche, il
marketing delle industrie che producono queste bevande
prende sempre più di mira i giovani. Anche tra le mura
domestiche o sul posto di lavoro si registrano sempre più
incidenti dovuti allo stato confusionale indotto
dall'alcol.
Marc Danzon, direttore dell'Oms Europa, invita a una
maggiore istruzione sugli effetti dell'alcol e i pericoli
che si affrontano quando se ne "abusa"
(*), l'alcol è una droga
che provoca assuefazione e dipendenza. Il Club degli
Alcolisti in Trattamento ricorda che il 5% della
popolazione è alcolista e che i decessi causati
dall'alcol sono ogni anno ben 30mila, uno ogni quarto
d'ora. Legati alle morti vanno aggiunti i costi sociali
che ammontano a 13mila miliardi l'anno.
Il Club combatte questa emergenza fornendo una rete di
assistenza formata dalle famiglie e da un
servitore-insegnante che si ritrovano in appuntamenti
settimanali, l'associazione utilizza amore, amicizia,
solidarietà e informazione scientifica come strumenti per
combattere questa epidemia che distrugge tante vite e
tante famiglie. Con questa terapia il 70% dei pazienti in
cura è riuscita a liberarsi dei problemi dell'alcolismo.
(*)NOTA: il
termine uso/abuso per l'alcool, eroina, cocaina,
lsd, ecstasy ecc., nell'approccio ecologico sociale
non esiste, perché si tratta di una sostanza psicotropa, ovvero
di droga, dunque le accezioni uso e abuso,
scientificamente, non hanno senso. Aurelio
Di Carlo
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Dalla Trasmissione di Report
08/10/2002 : http://www.report.rai.it/2liv.asp?s=119
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Conferenza ministeriale europea dell’OMS
Stoccolma 19 febbraio 2001
Direttore Generale per l’Europa dell’OMS
Dr. Marc Danzon
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Il tema di
questa Conferenza è particolarmente importante perché
mette l’accento su una complicità micidiale: quella
della società con il consumo dell’alcol.
Perché
l’opinione pubblica così pronta ad infiammarsi, spesso
a ragione, talvolta esageratamente, contro tutti gli
attentati alla salute, si inquieta così poco quando
settimana dopo settimana decine di migliaia di bambini e
adolescenti muoiono a causa dell’alcol, (più di 57.000
ogni anno nella Regione europea)?
Perché
l’alcol, il cui consumo tra i giovani si affianca sempre
più all’uso di droghe, è considerato quasi dovunque
come un prodotto di consumo corrente tanto da essere
venduto e pubblicizzato?
Come spiegare
che i pochi studi sugli effetti positivi dell’alcol
sulla salute ricevono una vasta eco, mentre tutti gli
altri che mettono in evidenza i suoi danni passano spesso
sotto silenzio?
Chi per
esempio è al corrente del fatto che in Europa un decesso
su quattro tra i ragazzi tra i 15 e 29 anni è dovuto
all’alcol?
Perché si
continua a lasciar credere che ci sono due tipi di consumi
totalmente distinti ed opposti. Quello buono, che provoca
piacere e convivialità. L’altro, quello cattivo che
conduce all’alcolismo. Oggi si sa molto bene che il
confine tra un consumo moderato ed un consumo eccessivo è
estremamente labile e che il passaggio dal primo al
secondo è frequente e nascosto.
Se non è il
caso di difendere la proibizione, che ha dimostrato i suoi
effetti perversi e la sua inefficacia, almeno si può e si
deve dire tutta la verità e adottare le misure di
prevenzione, di precauzione e di protezione che si
impongono di fronte ad un fattore di
rischio di tale ampiezza. All’alcol si
attribuisce nella Regione europea il 10% del carico di
malattie.
L’alcol
uccide brutalmente negli incidenti, nella violenza e nei
suicidi che provoca. Uccide inoltre lentamente con le
degradazioni fisiche, mentali e sociali che comporta.
Il suo peso
economico è incontestabile, ma questo da il diritto alla
industria dell’alcol e alle sue lobbies di fare e dire
ciò che vogliono?. L’esempio della promozione
dell’alcol nello sport che arriva al punto di oscurare
il nome stesso dello sport a vantaggio di quello del
marchio del prodotto ne è una eccellente dimostrazione.
E’ vero che
l’alcol è nello stesso tempo un fattore di
deterioramento della salute ed un sintomo di malessere
sociale. Questa dualità non deve servire da scusa per
atteggiamenti passivi che proclamano: la società va male,
aspettiamo che vada meglio, l’alcolismo sparirà da
solo.
E’ per
questo che proprio cinque anni fa noi abbiamo organizzato
la Conferenza di Parigi sull’alcol e la società con
l’ambizione di rilanciare la lotta contro l’alcolismo
nelle politiche di salute e nei programmi di salute
pubblica ad ogni livello. Una Carta Europea é stata
adottata. Uno dei suoi principi é di attualità per la
nostra Conferenza:
“…dare
il diritto a i bambini e agli adolescenti di crescere in
una situazione protetta dalle conseguenze nefaste del
consumo d’alcol e se possibile della sua promozione.”
Durante
questi ultimi cinque anni si sono registrati numerosi
sviluppi in tema di alcol nella Regione europea. Sul piano
anedottico bisogno annotare lo smacco dell’industria
dell’alcol nel suo tentativo poco onorevole di usurpare
a suo vantaggio la Carta di Parigi manipolandone il
contenuto.
In modo più
serio, noi abbiamo potuto constatare le difficoltà di
sviluppo delle politiche di lotta contro l’alcolismo
nella Regione. Gli sviluppi sono contrastati. Nella metà
dei paesi il consumo d’alcol è leggermente diminuito.
Nell’altra metà aumenta. Fatto positivo: gli incidenti
legati all’alcol sembrano diminuire dappertutto.
Questa
Conferenza cinque anni dopo Parigi si propone una grande
partecipazione. L’abbiamo preparata insieme ai giovani e
li abbiamo invitati ad unirsi a noi. Sono convinto che
parteciperanno numerosi.
Questa
Conferenza è anche una riunione scientifica. Una seduta
plenaria è dedicata alle prove scientifiche degli effetti
dell’alcol sulla salute dei giovani e sugli aspetti economici del
mercato dell’alcol.
D’altra
parte, i risultati di uno studio sui pericoli sociali del
consumo d’alcol saranno presentati durante la
Conferenza. Avete nella vostra documentazione il libro
dedicato all’argomento.
Infine, a
partire dal 29 febbraio, in seguito alla
nostra Conferenza, sarà attuato un sistema di
informazione e di osservazione europea sui dati relativi
al consumo e alle politiche di lotta contro l’alcolismo.
Per terminare
vorrei ringraziare coloro che hanno organizzato con noi
questa Conferenza, in particolare il Governo della Svezia,
la Commissione Europea e molti paesi della Regione.
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Dipartimento
di Pubblica Sicurezza
Direzione
Centrale per la Polizia Stradale, Ferroviaria, di frontiera e
postale
Servizio
Polizia Stradale
Oggetto:
incidenti stradali addebitabili all'alcol
Si
fa riferimento alla nota di codesta Associazione, con la quale si
lamenta la mancata
obbligatorietà
del controllo del tasso alcolemico in caso di incidenti stradali,
la
mancanza
di dati statistici attendibili riguardo incidenti stradali
addebitabili all'abuso
di
alcol, e un numero esiguo di controlli da parte degli organi di
polizia stradale.
In
proposito si fa presente che, secondo quanto previsto dall'art.
186 del Codice della
Strada,
gli organi di polizia stradale hanno la facoltà di effettuare gli
accertamenti
sullo
stato di ebbrezza "quando si abbia motivo di ritenere che il
conducente del
veicolo
si trovi in stato di alterazione psicofisica derivante
dall'influenza dell'alcol".
Questa
previsione, se letta alla luce del sesto comma, che prevede
l'ipotesi di rifiuto
di
sottoporsi al controllo, fa ritenere che l'organo di accertamento deve
procedere
alla
verifica quando il conducente evidenzi una sintomatologia che fa
ritenere che lo
stesso
sia sotto l'influenza dell'alcol.
Nell'ambito
dei lavori di revisione del Codice della Strada, si sta
predisponendo una
modifica
dell'art. 186 al fine di individuare e raccogliere chiaramente i
dati statistici
degli
incidenti stradali addebitabili all'abuso di alcol.
Per
quanto riguarda l'attività di controllo, infine, si fa presente
che la Polizia Stradale
nell'anno
2000 ha accertato 17.754 violazioni per guida in stato di
ebbrezza, mentre
da
gennaio a settembre 2001 sono state finora accertate 13.685
violazioni.
Nel
rimanere a disposizione per eventuali ulteriori chiarimenti, si
porgono distinti saluti.
Firmato:
Il Direttore del Servizio: De Luca
Lettera
del nostro Presidente Dell'AICAT AL DIPARTIMENTO DELLA PUBBLICA
SICUREZZA
ASSOCIAZIONE ITALIANA DEI
CLUB
DEGLI ALCOLISTI IN TRATTAMENTO
Piazza
de Marini 3/75, 16123 Genova
Tel. 010-2469341 fax 010-2469348
Sito
Web www.aicat.net
E-mail info@aicat
AL
DIPARTIMENTO DELLA PUBBLICA SICUREZZA
DIREZIONE
CENTRALE PER LA POLIZIA STRADALE, FERROVIARIA, DI FRONTIERA E
POSTALE
SERVIZIO
POLIZIA STRADALE
DIRETTORE
DEL SERVIZIO DOTT. DE LUCA
PIAZZA
DEL VIMINALE 1, 00184 ROMA
E P.C.
AL MINISTRO
DELL’INTERNO ON. CLAUDIO SCAJOLA
PIAZZA DEL
VIMINALE 1, 00184 ROMA
Gentile Dott.
De Luca,
La
ringrazio della cortese (ed incoraggiante) risposta alla mia
precedente lettera. Sono certo che lei legge con estrema
attenzione la stampa, quando riporta gli incidenti stradali, e che
non ha bisogno che il volontariato si attivi per segnalarle
gli
incidenti, ma d'altra parte l'Associazione che ho l'onore di
rappresentare conta decine di migliaia di aderenti, i quali
sono
assai solleciti nel segnalare a me gli incidenti più emblematici,
quelli che dimostrano che la prevenzione tuttora non
è
sufficiente.
Così
mi permetto di allegarle un altro articolo di giornale, dove si
dice che basta superare di poco il limite attuale di
alcolemia,
per correre, e fare correre agli altri, rischi gravissimi. E
questo fa cadere il mito che occorra essere
ubriachi per fare un
disastro, infatti nessun lettore si riconosce nell'ubriaco, e
pensa che la cosa non lo riguardi, ma per
superare di poco lo 0.8
gr/l bastano due bicchieri di vino, quello che ognuno di noi è
abituato a consumare a pasto,
ed è qui che dobbiamo battere,
l'uso considerato normale mette già a rischio qualunque persona
(non solo quelle che si
ubriacano) di fare incidenti gravissimi.
Noi
lo andiamo dicendo da anni, nei nostri corsi, negli incontri con
la popolazione, ma altro sarebbe se la campagna
fosse condotta da
una fonte istituzionale. Lo abbiamo anche suggerito al Touring
Club Italiano, che intende condurre
una campagna sulla sinistrosità
stradale l'anno prossimo, e loro sono d'accordo con noi nel
battere pesantemente
sul tasto alcol.
Ma
anche un uso diffuso e costante del palloncino, per dare la quasi
certezza a chi beve che verrà individuato, sarebbe
più che mai
urgente, per fermare questa strage.
Grazie
per la Sua attenzione.
Dott. Ennio
Palmesino
Presidente Associazione Italiana dei Club degli Alcolisti
in Trattamento
Genova, 13/11/01
Risposta
al nostro Presidente AICAT Dal Dott. De Luca POLIZIA STRADALE
"Roma,
2 gennaio 2002
Gentile
Presidente,
condivido
la preoccupazione da Lei manifestata sui pericoli per la
sicurezza
della circolazione stradale connessi all'abuso di sostanze
alcoliche,
in costante aumento in Italia, soprattutto tra le fasce
più
giovani della popolazione, come evidenziato di recente dalle
statistiche
dell'Osservatorio Permanente sui giovani ed alcol.
Sono
convinto che l'inversione di tendenza possa realizzarsi solo
operando
sui diversi fronti della prevenzione e dei controlli.
Oltre
a dare il massimo impulso all'attività di contrasto alla guida
in
stato di ebrezza, come indicato nella precedente risposta, il
Servizio
Polizia Stradale sta impegnando notevoli risorse nelle
campagne
di sicurezza stradale rivolte ai giovani, dove vengono
sempre
evidenziati i pericoli per la guida connessi all'abuso di
alcol.
La
speranza è che questo contributo possa arrivare anche dalla
attuazione
di quanto previsto dalla legge quadro in materia di
alcol
n. 125 del 2001, che prevede tra l'altro l'abbassamento a
0.5
grammi per litro di sangue della percentuale oltre la quale
si
presume lo stato di ebrezza alcolica.
Ed
è proprio al fine di prevenire gli incidenti stradali causati
dall'abuso
di sostanze alcoliche, che il Ministero dell'Interno
ha
già impegnato il miliardo di lire annuo stanziato dalla legge
per
l'acquisto di altri 131 etilometri di prossima distribuzione
alle
varie forze di Polizia, in base ad indici di "rischio
specifico"
espressi
dal territorio.
Nel
complimentarmi delle prezione informazioni contenute nel
sito
web www.aicat.net che ho avuto
l'occasione di visitare,
avrei
piacere di incontrarLa personalmente se fosse di
passaggio
a Roma.
Nel
frattempo, colgo l'occasione per inviarLe i più cordiali
saluti
e l'augurio sincero di un sereno 2002.
Aff.mo
Antonio De Luca"
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