Conclusioni
XI CONGRESSO di Spiritualità antropologica e di ecologia sociale:
Riconciliazione e solidarietà nel Club
Si è
svolto dal 23 al 25 maggio 2003 ad Assisi l’undicesimo CONGRESSO di
Spiritualità antropologica e di Ecologia sociale: Riconciliazione e solidarietà nel Club. Fin dalle relazioni di apertura si sono evidenziati i
seguenti aspetti:
-
Innanzi tutto è giunto al Congresso un caldo saluto da parte dei tanti
referenti delle realtà locali e regionali che testimoniano nei fatti l’ampia
partecipazione che sempre raggiunge questa particolare, quasi spontanea
convocazione ad Assisi.
-
Ad Assisi vengono trattati argomenti impegnativi quali la spiritualità
antropologica, e si sa affrontare pertanto
anche la difficile concretezza
della riconciliazione, e il luogo di incontro è un invito alla riflessione e ad
un silenzio che ci interroga. E subito si comprende che la prospettiva della
riconciliazione si sostanzia nell’essere solidali nei club e non aggressivi ed
ambiziosi. Il nostro compito è portare nelle case e nelle comunità lo spirito
del club.
-
Da sempre il prof. Hudolin mise in evidenza che tutti i nostri programmi
hanno senso solo in un contesto di pace da coltivare a tutti i livelli :
personale, famigliare,comunitario, planetario.
Oggi viviamo una profonda incertezza ed un
disagio spirituale. C’è bisogno di riconciliazione. Il club su questo fa
scuola ed il perdono può essere
riletto come stato di crisi permanente, come bivio, necessità di scelta che
orienta verso la riflessione, la meditazione, la capacità di saper sostare nei
conflitti senza perdere la speranza di poterli superare. Non si tratta di
trovare chi ha ragione e chi ha torto per poi trovare una mediazione. Non un
perdono mutilante e privo di Amore, ma un perdono che diventa il
"sale" che dona sapore al nutrimento dell'esistenza. Il Per-dono come
tensione adeguazione tra bisogni personali
e la realtà che sono
"gli altri" fuori di noi e che "attendono" qualcosa da noi;
un entrare e permanere nella categoria dello scambio, sapendo anche sostare nei
conflitti. E’ necessario aderire "di cuore"alla possibilità della
riconciliazione e credere che sia un evento verso il quale è intelligente
tendere le proprie energie. C'è un invito ad essere più profeti, avere più
"occhi", essere vigilanti , credere nella possibilità del raggio di
luce che apre alle possibilità inesplorate.
E’
necessario però abbandonare alcuni
pregiudizi: il nemico come presenza oscura che ci minaccia il sacrificio, il
capro espiatorio, il torto: questo fa scappare le persone la presunta maggiore
attendibilità del nostro punto di vista.
E’
necessario avere fiducia negli strumenti ordinari, poveri che abbiamo a
disposizione: la parola che dà forma al sentimento, il silenzio come testimone
di una impotenza che nel tempo fiorisce, la sobrietà, la meditazione come
riconciliazione della memoria, la fedeltà che offre il tempo al cambiamento, la
condivisione
Dobbiamo
avere sempre presente la storia del lupo di Gubbio
-
Esiste una profonda interazione tra i vari livelli della salute; vi è
una solidarietà intrinseca ed una
risultante dello stare bene che si realizza in una sintesi "bio-spirituale"
continuamente aperta al cambiamento e alla crescita e ognuno di noi può
lasciare tracce di questo benessere benessere attraverso una consapevole
testimonianza di stili di vita per
loro natura salutari e riconcilianti.
-
Interdipendenza e solidarietà. Siamo chiamati ad
un nuovo modo di assumere questi valori
in modo tale che la loro pratica quotidiana tolga il bisogno stesso della
riconciliazione.
-
La pace non è assenza di conflitti. Dobbiamo imparare a convivere con i
disagi derivanti dai conflitti, pronti però
a costruire rapporti di amore ogni volta che questo si mostra possibile.
-
Quando si sceglie la pace si costruiscono relazioni che guariscono. Le
relazioni nuove sono strade di pace. Il cammino di pace va dalla persona al
mondo. La persona comincia a cambiare quando accetta il suo limite.
-
L’azione solidale del club è un bene che costituisce
un bene pubblico e non rifugio
per alcuni.
-
Si è inoltre evidenziato come sia necessario in una prospettiva di
salute armonizzare la complessità della persona umana in una prospettiva di
equilibrio che sia capace di valorizzare le risorse evitando ogni dissipazione.
-
E’ stata inoltre richiamata con forza l’Enciclica di Giovanni
Paolo II Sollicitudo Rei Socialis come fondamento di una solidarietà autentica
basata sull’interdipendenza e rispetto dell’altro aprendo così una
dimensione più abitata dalla tensione verso la comprensione che dalla necessità
del perdono.
-
Le tavole rotonde, il lavoro dei gruppi e la discussione dei lucidi hanno
visto un clima di grande partecipazione ed empatia, e hanno prodotto le seguenti
conclusioni:
Riconciliazione, pace e solidarietà sono possibili solo con una forte
tensione verso la giustizia sociale.
Il perdono va sottratto all’equivoco della colpa e ricondotto alla necessità che ciascuno accetti la propria fragilità: non ci sono né vittime né colpevoli, ma ci deve essere una ricerca costante di spazi e tempi di riconciliazione
La pre-condizione dell’estensione della solidarietà è
l’accettazione di se stessi con i propri limiti e le proprie impotenze
Solidarietà è sapere attendere con pazienza in uno spazio che si fa
luogo di silenzio e di meditazione
La riconciliazione si sostanzia nell’immagine simbolica dell’albero che ha nelle sue radici fertili elementi costituiti dallo stare bene, dalla disponibilità ad imparare, al cambiamento, alla sobrietà, alla solidarietà, alla spiritualità, alla consapevolezza e all’aggiornamento e che produce rigogliosi frutti costituiti da: sobrietà, apprendimento, silenzi, scambio, accettazione della ricaduta, sguardi, gioie, interdipendenza, amore, spazio, crisi, capacità di scegliere.
Si sottolinea il rischio che anche la “nobiltà” della
riconciliazione possa celare talvolta un rancore non superato e una certa
resistenza al cambiamento. Solo la reciprocità della riconciliazione apre uno
spazio costruttivo per la crescita e la maturazione.
E’ stata individuata nella visita
agli amici un’esperienza concreta di cooperazione che dà spessore e
consistenza al processo di costruzione della pace e della solidarietàE’ necessario accettare e non rimuovere il conflitto,
imparando a sostarvi con perseveranza ed cercando di evitare qualsiasi moto di
aggressività che comunque va accettato come segno della fragilità umana e non
come trionfo della forza..
La pace non è una dimensione statica ma è viva e dinamica e va
ricercata continuamente;
essa è una conquista
quotidiana come la salute e diventa perciò una meta a cui tendere.
Il perdono è
tipico atto in cui si esprime la libertà della persona.
Il
club è un bene pubblico. Tra un incontro di club è l’altro è necessario
diffondere nella comunità locale lo spirito del club attraverso la formazione e
l’aggiornamento (SAT)
Nella cultura del club vi è una costante tensione proiettata nel futuro
attraverso la trascendenza e il recupero di quell’identità originaria verso
cui tende tutto lo sforzo di maturazione nel tempo.
Con l’accettazione di queste conclusioni si dà appuntamento per il XII
Congresso di Spiritualità Antropologica ad Assisi nei giorni 14-15-16 Maggio
2004 con il tema “Empatia
Emozioni e Sentimenti nella vita del Club”.
Si
trasmettono le conclusioni a Camminando Insieme per la più ampia diffusione
possibile.