UN LITRO DI VINO AL GIORNO TOGLIE IL GERIATRA DI TORNO

Lettera aperta al Prof. Roberto Bernabei dell'Universita' Cattolica del Sacro Cuore di Roma

Gentile prof. Bernabei,
l'ho ascoltata  in più telegiornali affermare che Lei e i Suoi colleghi ricercatori avete stabilito che bere fino a un litro di vino al giorno per l'uomo, mezzo per le donne, ha effetti benefici sul nostro cervello, diminuendo il rischio di demenza, sia vascolare che di tipo Alzheimer.
La notizia e' stata largamente diffusa dagli organi di informazione, a livello nazionale e a livello locale.
Circa un anno fa la Sua stessa Università aveva resa pubblica una ricerca secondo cui il vino avrebbe effetti protettivi dal cancro, per merito di un antiossidante, il resveratrolo, contenuto nell'uva.
Le potrei elencare una lunghissima lista di documenti dell'Organizzazione Mondiale della Sanita' e di ricerche scientifiche che affermano che un litro di vino al giorno certamente aumenta il rischio di contrarre numerose importanti patologie (compresi i problemi cardiovascolari e numerosi tipi di cancro), per non parlare di incidenti stradali, domestici, sul lavoro, violenze, eccetera.
L'OMS da anni predica che c'e' una proporzionalità diretta tra consumo di alcol  pro capite e incidenza di problemi alcolcorrelati in una determinata popolazione: per questo motivo sono necessarie politiche tese alla riduzione dei consumi nella popolazione generale.
Nel marzo 1999 l'Italia ha sottoscritto il documento Salute 21 dell'OMS, in cui gli stati membri si impegnano a diminuire il consumo di alcol pro capite, secondo il principio per cui meno si beve meglio e' ("Less is Better") con l'indicazione di non superare comunque il consumo annuo di 6 litri di alcol a persona
Di contro il tetto massimo di un litro di vino al giorno, indicato da Lei, supponendo che ci si limiti a quello e non si beva per nulla ne' birra ne' superalcolici, significa bere circa 40 litri all'anno di alcol puro, sostanza riconosciuta come droga, dai dimostrati effetti cancerogeni.
Secondo la letteratura scientifica internazionale, bere un litro di vino al giorno significa ridurre in maniera importante l'aspettativa di vita, significa, per molti, morire prima di arrivare all'età' in cui si possono sviluppare Alzheimer e demenza senile.
Così si potrebbe dire che le sigarette fanno bene alla salute perché con trenta sigarette al giorno riduco in maniera importante il mio rischio di morire di vecchiaia.
Si fa riferimento a malattie che si sviluppano negli anziani, e non si avverte che l'alcol e' la prima causa di morte per i giovani europei tra i 15 e i 29 anni (OMS), che in Italia ne muore una persona ogni quindici minuti (EURISPES), che e' la causa del 46 per cento degli incidenti stradali (Istituto Superiore di Sanita').
Nell'altro tentativo di dimostrare gli effetti protettivi sulla salute del vino, l'anno scorso, non avevate precisato che l'effetto antitumorale da resveratrolo (questa sostanza era stata studiata sulla cellula, non il vino) veniva inficiato dall'effetto cancerogeno dell'alcol; non solo, non avevate detto che per arrivare ad assumere una quantità giornaliera "terapeutica" di resveratrolo tramite vino, sarebbe necessario bere una botte al giorno, morendo così il primo giorno di "cura", da intossicazione diretta da alcol. Certo così il cancro non verrà.

L'Organizzazione Mondiale della Sanità afferma: "Non c'e' una soglia minima al di sotto della quale può essere consumato alcol senza alcun rischio...e' insufficiente e puramente insensato promuovere il concetto del bere moderato per motivi di salute...la pubblicita' data a questo concetto non e' il risultato di una rigorosa ricerca scientifica, ma in larga misura e' ispirata da motivi commerciali" (OMS: Moderate drinking: serious warning by WHO specialists).

Chi, come me, si occupa da anni di trattamento e prevenzione dei problemi legati al consumo di bevande alcoliche conosce bene le ricadute devastanti di questi messaggi sulla popolazione, il concetto che arriva e' "il vino fa bene, basta non abusare", solo che l'"abuso" e' sempre quello degli altri.
Questo porta ad aumentare i consumi (che da anni erano in calo) e, di conseguenza, ad aumentare i problemi (OMS).
Qualcuno potrebbe pensare anche che queste ricerche, con le quali l'Università' Cattolica del Sacro Cuore sembra accanirsi nel cercare di dimostrare effetti positivi del bere, siano state commissionate da qualcuno che ha interessi economici legati ai consumi.
Non voglio credere che sia così, e mi auguro che ci sia trasparenza su questa materia.
Questo mio scritto, mi creda, non ha niente di personale verso di Lei che non ho l'onore di conoscere, solo gradirei più prudenza nell'affrontare un discorso tanto delicato.
Le ricordo che, ancora secondo l'OMS, il maggior numero dei problemi alcolcorrelati sorgono in associazione a livelli moderati di consumo: come sa, due bicchieri di vino possono già essere sufficienti per dimezzare i riflessi di chi poi, magari, si mette alla guida di un'autovettura (tanti non sono arrivati all'età' in cui si rischia la demenza senile proprio per questo...).

Non vorrei che mi credesse un proibizionista, uno ossessionato dall'alcol, magari uno che pensa che tutti quelli che bevono vino sono alcolisti o sviluppano problemi alcolcorrelati: naturalmente non e' così.
Io credo nella libertà delle persone di scegliere se bere e quanto bere, ma la libertà e' figlia della consapevolezza, e la consapevolezza e' figlia di una attenta e corretta informazione.
Detto questo, cordialmente La saluto.
Chissà che non ci si possa risentire l'anno prossimo, in occasione della presentazione dei risultati della ricerca dell'Università' Cattolica del Sacro Cuore di Roma sull'importanza del vino rosso nel prevenire la calvizie.
Sinceri auguri di Buon Natale.
21/12/2001
Alessandro Sbarbada - Mantova

e-mail:  giampi.asa@libero.it

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