INDICE degli argomenti:
ALCOL O NON ALCOL: QUESTO E' IL PROBLEMA di Andrea Mattei
SCUOLA NAZIONALE PERFEZIONAMENTO IN ALCOLOGIA (Conclusioni 2001)
SCOPRIRE SE STESSI NEI VALORI DEL CLUB di Luciano Floramo
CONCLUSIONI
X°
CONGRESSO NAZIONALE
CONCLUSIONI XI° CONGRESSO NAZIONALE DI SPIRITUALITA'ANTROPOLOGICA E DI ECOLOGIA SOCIALE , ASSISI 2003
CONCLUSIONI XI° CONGRESSO Nazionale dei Club degli Alcolisti in Trattamento - SARDEGNA, Nuoro 2002
CONCLUSIONI XII° CONGRESSO AICAT IN CALABRIA, Catanzaro 2003
Si
è tenuto dal 12 al 14 ottobre 2001 al Centro Internazionale del Ciocco
(Lucca) il X Congresso Nazionale dei Club degli Alcolisti in Trattamento, dal
titolo “Tra passato e futuro: i valori dei club oggi”.
La
sede prestigiosa, l’ambiente residenziale, il clima empatico, la grande
affluenza di famiglie (oltre 1300 persone) hanno fatto sì che l’incontro sia
stato un grande successo.
Si
ringraziano l’ARCAT Toscana e l’ACAT Garfagnana, per il grande sforzo
organizzativo.
All’apertura
è stato dedicato un minuto di raccoglimento per ricordare il Professor Hudolin,
gli amici dei Club che oggi non sono più con noi, ed anche il difficile momento
internazionale che sta minacciando la pace nelle nostre comunità, senza la
quale, come insegnava il Professor Hudolin, non è possibile proteggere e
promuovere la salute.
Il
Presidente regionale Giuseppe Interlandi ha presentato il trofeo, costituito da
un mappamondo di cristallo su una base di ulivo e marmo, che rappresenta il
testimone che passerà dalla regione che organizza il congresso alla successiva.
Il
Presidente nazionale Ennio Palmesino ha enumerato le attività svolte dall’AICAT
nell’anno, sia sul fronte interno sia su quello esterno, della visibilità e
dei riconoscimenti.
La
Professoressa Visnja Hudolin ha richiamato gli aspetti fondamentali del metodo,
cercando di puntualizzare alcuni concetti non ancora del tutto chiari nel lavoro
dei Club.
Come ormai consuetudine, ha trovato spazio nel Congresso il
Memorial Hudolin, che è stato centrato su una serie molto suggestiva di
immagini e suoni legati al Professor Hudolin, e che ha consentito anche a chi
non lo ha mai conosciuto di farsi un’idea della sua persona, del suo carisma,
dell’affetto da cui era circondato. Hanno fatto seguito diverse testimonianze
di chi lo ha conosciuto, e anche questo ha contribuito a rinforzare il legame
con le nuove famiglie.
È ricorso spesso negli interventi il tema della pace, non solo
per l'attualità, ma soprattutto perché esso era sempre presente nel pensiero
del Professor Hudolin. In particolare sono state ricordate alcune parti
dell’ultima relazione che il Professore ci ha lasciato a Grado e che in questo
momento le famiglie hanno sentito di voler far proprie:
“… I club degli alcolisti in
trattamento hanno portato pace, benessere, salute, spiritualità e vita migliore
a molte famiglie ed a molte comunità in tutto il paese …
…La
spiritualità antropologica attuale (o cultura sociale) nel mondo lascia molto a
desiderare: basti vedere l’aumento dell’uso delle sostanze psicoattive, dei
problemi alcolcorrealti e complessi, del terrorismo, delle guerre continue, la
mancanza di giustizia sociale e molti altri problemi. Noi, nei club degli
alcolisti in trattamento, dobbiamo prendere parte a iniziative per migliorare la
vita nelle nostre famiglie e comunità …
... La salute non può essere protetta e promossa se non c’è
la pace ...
…Bisogna sottolineare la necessità di lavorare per la pace, la
pace interiore dell’uomo, la pace nel cuore che poi si trasmetterà a livello
famigliare, comunitario, nazionale e planetario...
…Per partecipare a questo processo di pace oggi e nel terzo
millennio sarebbe bene introdurre regolarmente nei programmi dei futuri convegni
e congressi una discussione sulla pace …
…
La pace non può essere conquistata se prima di tutto non siamo in grado di
averla dentro di noi: una pace nel cuore …”
Nelle
sessioni parallele hanno trovato ampio spazio i contributi delle famiglie e dei
servitori-insegnanti.
Sessione
sulla
MULTIDIMENSIONALITÀ
DELLA SOFFERENZA E PROBLEMI COMPLESSI
-
nell’approccio ecologico-sociale i Club accettano e valorizzano le differenze
-
ilClub è una comunità multifamiliare dove la sofferenza e il dolore si
trasformano in
occasione di crescita e di maturazione individuale e familiare
-
il Club ha il pregio di poter trasformare ciò che è sofferenza in gioia: gioia
di vivere
nella pace e nella condivisione
-il
percorso condiviso da tutti i membri della famiglia diventa motivo di gioia
comune.
Sessione
sulla
RICERCA
E BANCA DATI
Sono
stati presentati i risultati della banca dati nazionale per l’anno 2000, che
è stato il primo anno di introduzione e di sperimentazione. I risultati sono
stati decisamente soddisfacenti e sono motivo per continuare in questo
importante progetto. Sono stati raccolti i dati riguardanti 21 ARCAT, 759 Club,
6302 famiglie e 467 servitori-insegnanti. I dati saranno messi a disposizione di
tutti i Club e pubblicati già dai prossimi giorni sul sito dell’ARCAT Toscana
(www.arcattoscana.org).
Si
è concordato sulla utilità di aver riattivato una banca dati nazionale, che
consentirà di disporre di informazioni confrontabili su tutto il territorio
nazionale.
Il
confronto fra le diverse regioni ha evidenziato alcune difficoltà nella
rilevazione dei dati e delle soluzioni adottate per superarle:
1.
difficoltà di
interpretazione omogenea nei diversi Club e necessità di effettuare incontri di
“formazione” per le famiglie e i servitori insegnanti sulla rilevazione dei
dati.
2.
difficoltà ad
interpretare correttamente le “mancate risposte” ed opportunità di
costruire una legenda.
Si è concordato sull’opportunità che il gruppo nazionale dei
referenti banca dati si incontri per rivedere le schede, semplificarle e per
costruire una legenda interpretativa unica per tutto il territorio nazionale.
L’incontro è stato fissato per il giorno 24 novembre alle ore 13 ad Arezzo in
occasione del III modulo della Scuola di Perfezionamento in Alcologia.
Si
è concordato sul fatto che la ricerca diventi una condizione naturale del
lavoro di Club, come strumento di crescita, maturazione e misura del
cambiamento.
La
ricerca non è solo quella quantitativa, della banca dati, ma bisogna pensare
anche a ricerche qualitative, che tengano conto della ricchezza delle esperienze
della vita di Club, se rileggessimo per esempio i verbali di un Club su un arco
di tempo abbastanza ampio, ci accorgeremmo dei cambiamenti nella terminologia e
nei contenuti.
La
ricerca fatta dai Club ha sia funzioni interne, di conoscenza e revisione dei
processi di cambiamento, che esterne, per far conoscere l’esperienza dei Club
nel territorio e negli ambiti scientifici tradizionali.
L’esperienza
dei Club non ha uguali in tutto il mondo scientifico internazionale, è
necessario che sia più conosciuta e divulgata, chiarendo e concordando su quali
informazioni è significativo ed opportuno divulgare all’esterno e quali sono
patrimonio di interesse esclusivo del mondo dei Club.
Sessione
su
IL
CENTRO ALCOLOGICO TERRITORIALE FUNZIONALE E I RAPPORTI CON I SERVIZI PUBBLICI
E'
stata sottolineata l’importanza della collaborazione e cooperazione tra il
pubblico e il privato, pur nel rispetto delle reciproche autonomie e competenze:
nelle realtà in cui tale collaborazione è stata presente c’è stato un
incremento del numero dei Club.
Il
centro alcologico territoriale funzionale è un ponte tra Club, servizi
pubblici, privato sociale e il territorio.
La
sua assemblea è formata da membri di Club, i quali possono rappresentare in
modo informale o formale gli enti, istituzioni o associazioni di cui fanno
parte, e che scelgono di aderire all’approccio ecologico-sociale. Solo in
gruppi di lavoro specifici potranno essere coinvolte persone esterne ai Club. Il
centro non ha risorse proprie, ma il lavoro gli viene commissionato dall’ARCAT
o da altre realtà che vogliono avvalersi dei servizi e delle competenze del
centro stesso.
SESSIONE
PLENARIA: I VALORI DEI CLUB OGGI
Solidarietà,
amicizia, amore, ricerca della pace individuale e familiare sono i valori più
importanti che si ritrovano nelle famiglie durante il loro percorso di
cambiamento e sobrietà. Tali valori devono essere promossi anche all’esterno
del Club per la promozione e protezione della salute delle comunità.
Fra
i gli altri valori è stata sottolineata l’importanza della
formazione e dell’ aggiornamento delle famiglie e dei servitori
insegnanti.
I
valori dei Club sono sempre attuali. La famiglia è il valore essenziale dei
Club.
Sessione
su
LA
CRESCITA TRA SUCCESSI E DIFFICOLTA'. RUOLO E FORMAZIONE DELLE FAMIGLIE
1.
È emerso che la
formazione delle famiglie è elemento fondamentale nel percorso di crescita e
maturazione delle famiglie.
2.
Le famiglie e i
servitori-insegnanti sono ugualmente necessari nel programma ecologico-sociale.
3.
Una maggior diffusione e
partecipazione ai momenti formativi è anche una garanzia per la riduzione dei
conflitti nel sistema e quindi una maggior possibilità di sviluppare i Club.
4.
E’ stato molto discussa
la terminologia soprattutto quella innovativa introdotta dal Professore
(spiritualità antropologica, meditazione, trascendenza, etica e sobrietà): su
questi temi è necessario un aggiornamento di tutto il sistema dei Club.
5.
E’ stato riconosciuto
che la parte fondamentale di questo lavoro di formazione e di aggiornamento
delle famiglie deve essere mantenuto all’interno del sistema ecologico-sociale.
Sessione
su
TRA
IL DIRE E IL FARE. RUOLO E FORMAZIONE DEL SERVITORE INSEGNANTE
La
ricchezza e la complessità degli interventi hanno posto il problema di una non
totale omogeneità della metodologia sul territorio nazionale, e sono state
proposte alcune riflessioni finali sulla dimensione spirituale del
servitore-insegnante e sulla necessità di riflettere, per ciascun
servitore-insegnante, sul cambiamento del proprio stile di vita.
Sessione
su
CLUB,
INFORMAZIONE E COMUNITÀ LOCALE
1.
L’esistenza e la
testimonianza del Club e della famiglia con il loro percorso di cambiamento
portano già, di per sé,
l’informazione alla comunità, essendo un forte e visibile messaggio di
risposta ai problemi alcolcorrelati della comunità.
2.
Il Club è il luogo
d’incontro dove le famiglie portano e scambiano le informazioni, anche
attraverso i momenti di crisi (la ricaduta)
3.
E’ ritenuta molto
positiva l’informazione comunicata dalla famiglia che partecipa al completo
(inclusi i bambini) verso le nuove famiglie che entrano nel Club.
4.
I bambini sono una
risorsa per tutti ed hanno il diritto di essere informati sui problemi
famigliari e quindi d’essere parte attiva nel processo di cambiamento, ma
anche di essere informati sull’alcol, come prevenzione sui problemi legati
all'alcol nei giovani. Tutto questo nel Club è favorito e semplificato.
5.
Si segnala la
contraddizione dei mass-media i quali da una parte promuovono l’uso di alcol
(attraverso le notizie di feste del vino o della birra, invitando i giovani a
partecipare) e allo stesso tempo danno le notizie di incidenti, atti violenti,
ecc. causati anche dai cosiddetti bevitori moderati, mentre una scarsa o nessuna
informazione viene data sull’esperienza e sulla realtà dei Club.
6.
Le testimonianze dei Club
verso la comunità (stampa, tv, ecc) non devono riguardare le situazioni
personali ma il lavoro svolto dai Club.
7.
E’ stato presentato il
sito web (sia Aicat che Arcat Toscana) come strumento informativo e punto di
raccolta di numerosi tipi d’informazioni, aperte e accessibili a tutti (banca
dati, documenti, notizie, indirizzi, ecc).
8.
E’ stata presentata la
nuova Newsletter mensile Aicat, che è nata in questo settembre 2001,
l’iniziativa è motivata da:
a. possibilità di comunicare da un capo all’altro
dell’Italia e del mondo, in modo
semplice e veloce;
b. miglioramento della comunicazione all’interno delle
associazioni dei Club (date dei corsi di formazione e aggiornamento, indirizzi
delle associazioni e facilità di rintracciare recapiti di Club, Acat e Arcat);
c. integrazione con la rivista trimestrale “Camminando
Insieme” organo ufficiale dell’Aicat;
d. oggi all'inizio dell'attività, la Newsletter conta già circa
370 iscritti tra cui 200 membri di Club e circa 170 tra Ser.T., istituzioni,
testate giornalistiche e organi televisivi, acquisendo un forte significato e
diventando mezzo di apertura (come canale comunicativo e informativo) verso
l’esterno;
e. anche se la distribuzione avviene per via informatica il
supporto è stampabile su carta e facilmente distribuibile alle famiglie dei
Club e alle associazioni dei Club non ancora fornite di strumenti informatici.
SESSIONE
PLENARIA “I CLUB NEL MONDO”
Sono
state portate testimonianze di persona, per lettera, in audio o in video, delle
realtà di : Bosnia, Brasile, Bulgaria, Cile, Danimarca, Ecuador, Grecia,
Nicaragua, Norvegia, Nuova Zelanda, Polonia, Romania, Russia, Slovacchia,
Spagna, Svizzera, a testimoniare della grande diffusione che i Club stanno
avendo in tutto il mondo, dopo essere nati e cresciuti attraverso il legame
originario fra Croazia e Italia.
Si
ringrazia il Presidente dell’Associazione francese Vie Libre che ha voluto
portare un saluto ed un augurio per una possibile collaborazione in campo
europeo.
SESSIONE
CONCLUSIVA
Nella
sessione conclusiva si è ribadita l’importanza
del guardare al futuro. Il Prof. Hudolin era solito dire che i Club fin
dall’inizio hanno sempre parlato del futuro. Parlare del passato significa
vivere nel passato e fermare la crescita e la maturazione.
Questo
congresso ha saputo unire ai lavori durante le varie sessioni un clima di festa
e di piacere di stare insieme anche grazie all’organizzazione di un gradevole
programma sociale per gli adulti, ed anche per i bambini, che sono stati
intrattenuti dal Gruppo Scout “La Rosa del Deserto” di Siena. Al termine del
Congresso sono stati presentati anche i risultati del “lavoro” dei bambini
attraverso dei loro disegni.
I
membri dei club degli alcolisti in trattamento si danno appuntamento per l’XI
Congresso il 4-5-6 ottobre in Sardegna, a San Teodoro. Il passaggio del
testimone, che è stato inaugurato in questa occasione, rappresenta il legame
ideale che unisce tutti questi straordinari momenti in cui i Club d’Italia e
del mondo di riuniscono.
Il
nostro più affettuoso ringraziamento alla Professoressa Visnja Hudolin che è
voluta essere con noi anche questa volta, nonostante le tante difficoltà per
viaggiare, e che ci testimonia continuamente l’impegno della famiglia Hudolin
e ci fa sentire sempre vicino a noi il nostro indimenticato Professor Vladimir
Hudolin.
Alle
presenti conclusioni verrà data la più ampia diffusione possibile sia
all’interno delle nostre associazioni che all’esterno. Già stasera un
comunicato stampa verrà inviato agli a tutti gli organi di informazione con una
sintesi delle nostre conclusioni.
1°
CORSO MONOTEMATICO NAZIONALE PER SERVITORI-INSEGNANTI DI CLUB
ETICA
NEI PROGRAMMI ALCOLOGICI PER IL NUOVO MILLENNIO
Secondo
l’approccio ecologico-sociale proposto dal professor VLADIMIR HUDOLIN
Al
corso, organizzato dall’AICAT, dalle ARCAT Friuli Venezia Giulia, Lombardia,
Puglia e Toscana e dall’ACAT Bassa Val di Cecina, hanno partecipato 56
corsisti provenienti dalla Basilicata, dalla Campania, dal Friuli Venezia
Giulia, dalla Liguria, dalla Lombardia, dalle Puglie, dalla Toscana, dal
Trentino e dal Veneto.
Il clima di profonda collaborazione che si è creato tra i partecipanti
ha permesso una discussione ampia e approfondita che, attraverso le relazioni
introduttive, i momenti di lavoro in gruppo e di discussione in comunità, a
partire dalle conclusioni del IX Congresso di Spiritualità Antropologica ed
Ecologia Sociale svoltosi ad Assisi nel maggio ultimo scorso, ha toccato i
diversi aspetti del sistema
ecologico-sociale in relazione all’etica.
Ringraziamo la professoressa Hudolin per il prezioso contributo della
sua consulenza scientifica nella predisposizione del programma del corso.
Durante le giornate di lavoro insieme il nostro pensiero è andato spesso al
professor Hudolin e a tutto quello che la sua genialità e il suo cuore ci hanno
lasciato. Ringraziamo inoltre il direttore del corso Giuseppe Corlito ed i
codirettori Riccardo Agostini, Giovanni Aquilino e Michele Sforzina per il
lavoro svolto al servizio dei partecipanti e di tutto il sistema. Un
ringraziamento va anche alle ARCAT Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Puglia e
Toscana e all’ACAT Bassa Val di Cecina che hanno organizzato il corso e, in
particolare ai membri della segreteria organizzativa Edgardo Bellezza, Maria
Cercignani, Maria Antonia Papapietro e Angelo Tedioli. E’ stata
particolarmente significativa la partecipazione al corso del Presidente AICAT
Ennio Palmesino. Si ringrazia inoltre la Conferenza dei Sindaci della Bassa Val
di Cecina che ha patrocinato l’iniziativa e, in particolare, il Comune di
Cecina che ci ha messo a disposizione la sede. Un speciale ringraziamento va
alle famiglie dell’ACAT Bassa Val di Cecina per l’accoglienza e la
disponibilità concretizzatesi nel condividere con i partecipanti al corso lo
spazio dell’interclub.
Le premesse erano quelle di iniziare un dibattito sulla questione e il
corso ha tenuto fede alle aspettative perché ha dato ai partecipanti la
possibilità di approfondire il tema dell’etica, sia rispetto al significato
sia all’importanza che questa riveste per la vita del sistema
ecologico-sociale.
I corsisti hanno vissuto la corresponsabilità del buon andamento del
corso, cosa che ha permesso la sua riuscita, utilizzando al meglio la struttura
del corso: i gruppi autogestiti sono stati la sede dell’espressione dei punti
di vista parziali di ciascuno, anche nella loro diversità, la discussione
plenaria ha portato a livello unitario le diverse posizioni ed ha pacificato le
tensioni. Ciò attesta il buon livello del comportamento etico dei partecipanti
e quindi dei servitori-insegnanti e delle famiglie ed il loro amore per
l’intero sistema ecologico-sociale.
L’importanza e la delicatezza del tema trattato e la ricchezza della
discussione che si è prodotta non consentono una facile riduzione a sintesi; si
auspica pertanto la possibile pubblicazione degli atti del corso per dare
un’opportuna diffusione ai contenuti emersi dallo stesso, le cui conclusioni
assolutamente non si pongono come punto di arrivo, ma come un abbrivio per il
proseguimento di una ricerca costante e rigorosa per il futuro dei programmi.
Il
tema caratterizzante i vari aspetti della discussione è stato il seguente: come
individuare i principi etici che noi sappiamo esistere nella metodologia e come
trovare il cammino che più ci avvicina alla realizzazione di questi principi;
infatti dall’esperienza di tutti è emerso un divario tra i principi etici
insiti nell’approccio ecologico-sociale e la loro quotidiana pratica.
A
questo proposito è stata sottolineata l’importanza di darsi dei momenti
all’interno dei quali riflettere e confrontarci con continuità su questi
temi, sia nel lavoro del Club, dell’Interclib e delle Scuole Alcologiche
Territoriali, sia negli ambiti di formazione e aggiornamento.
Un’altra
importante questione è emersa inizialmente rispetto ai termini “codice” e
“regole”, soprattutto per il concetto di rigidità e di immutabilità
che questi possono evocare. La discussione ha sottolineato invece
l’inevitabilità che anche il codice etico, in quanto parte di un sistema
vivente, abbia caratteristiche di continua evoluzione in base alle esigenze di
crescita e maturazione del sistema stesso.
Si
riportano alcune delle considerazioni più significative emerse dal lavoro dei
gruppi:
·
Etica e spiritualità antropologica sono due concetti complementari; non
c’è spiritualità senza etica e viceversa (Vl.Hudolin 1997)
·
Etica è vivere i principi
ispiratori del club.
·
L’etica del club trova un suo
complemento in rapporto al benessere della comunità di appartenenza.
·
L’etica del servitore insegnante
deriva dal suo vissuto personale e dalla sua formazione, ma si alimenta e si
rinnova nel confronto con gli altri e quindi l’etica diventa coerenza di vita
nel Club e nella comunità.
·
Il servitore-insegnante deve
continuamente riflettere sulle proprie scelte e sul proprio comportamento e
confrontarsi con le famiglie all’interno del Club e con gli altri
servitori-insegnanti nella riunione mensile.
·
Ogni servitore insegnante ha la
responsabilità condivisa con gli altri di mantenere e far crescere il sistema.
·
L’etica dell’associazione è
servire il mondo dei club, contribuendo al cambiamento della spiritualità
antropologica della comunità, tramite la promozione dell’approccio
ecologico-sociale. Pone attenzione ai problemi e alle proposte delle famiglie,
mettendo in pratica i principi dell’approccio ecologico-sociale.
·
L’etica della condivisione ci
suggerisce che si tende al “meglio”, superando la contrapposizione tra
“bene” e “male”, confidando nelle risorse della persona e praticando
l’etica della fiducia per tendere all’amore.
·
Nell’associazione è importante
che ognuno sia consapevole del proprio ruolo e lavori per tutti e non per i
propri scopi, desideri, bisogni di gratificazione.
·
L’etica comporta anche
trasparenza e massima circolazione delle informazioni a
tutti i livelli.
·
E’ necessario prevedere una
rotazione puntuale degli incarichi, ricordando che si può essere al servizio
anche quando non si hanno incarichi.
·
La corresponsabilità è un
principio etico che va esercitato nel sistema e nella comunità.
·
I nostri comportamenti sono il
fermento attraverso il quale contribuire a far emergere le potenzialità di
tutta la comunità.
·
Il tempo è un elemento importante
anche per lo sviluppo etico della comunità.
·
Di fronte a comportamenti che
riteniamo non etici possiamo solo porre il problema all’attenzione degli
interessati e riflettere ed agire per rendere sempre più etici i nostri
comportamenti, dando il proprio contributo alla promozione del cambiamento.
·
L’etica dell’associazione si
fonda sull’etica della persona, della famiglia, dei club.
·
I principi etici sono uguali per
l’intero sistema e tutti ne siamo responsabili.
Visto
l’andamento del corso e l’interesse mostrato dai partecipanti e data
l’ampiezza del tema affrontato, si ravvisa la necessità di rendere annuale
l’appuntamento.
A
tale proposito l’ARCAT Puglia si impegna ad organizzare il secondo corso
monotematico nazionale sull’etica nei programmi alcologici territoriali per
l’anno 2002.
Le
presenti conclusioni vengono inviate a tutte le ARCAT
perché possano avere la massima diffusione in tutte le ACAT e in tutti i
Club e alla rivista Camminando Insieme per la loro pubblicazione.
3) ALCOL O NON ALCOL: QUESTO E’ IL PROBLEMA!
di Andrea Mattei vai su
C2 H5 OH : etanolo o alcol etilico è il prodotto della fermentazione degli zuccheri ad opera di microrganismi chiamati SACCAROMICETI. Non esistono diversi tipi di alcol, più buono o meno buono: l’alcol è uno solo (C2 H5 OH, appunto).
Dall’antichità l’alcol fa parte della cultura umana e a vario titolo ne accompagna e condivide le modalità: da accessorio di riti religiosi a sostanza medicamentosa, da complemento di riti amicali e conviviali ad alimento improprio (fornisce calorie vuote), da anestetico a BUSINESS di prima grandezza, che è oggi la sua caratteristica dominante.
L’alcol è catalogato tra le droghe dall’O.M.S. (Organizzazione Mondiale della Sanità) per le sue azioni sull’organismo:
1. Ha potere psicoattivo.
2. Crea dipendenza fisica.
3. Crea dipendenza psichica.
4. Dà assuefazione.
5. Implica pericolosità individuale e sociale.
La cultura umana ha visto spesso l’alcol nella veste di alimento. La parola ABUSO aveva un significato essenzialmente quantitativo. Tale classificazione resiste nel linguaggio anche dopo che l’alcol è stato indicato come sostanza tossica ed incluso nella Tabella delle DROGHE dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Da quel momento è diventato ABUSO il solo farne uso alimentare, come per la varechina e il toluolo.
Questa doppia "personalità" dell’alcol resiste impavida al vento delle statistiche che ci informano che ogni anno in Italia vi sono più di 30.000 morti e danni per diecine di migliaia di miliardi a causa del consumo di alcol. Tale eccezionale resistenza è dovuta a due fattori che sembrano indistruttibili: uno è che ognuno di noi non è disposto ad accettare la classifica dell’OMS e rinunciare al suo bicchiere di vino o di whisky. L’altra si chiama mercato: 24 MILA MILIARDI difesi dalle lobby dei produttori con ogni mezzo.
Chi fa le spese di queste contraddizioni culturali sono quelle strane entità umane chiamate alcolisti (se si vuole essere più offensivi si possono chiamare anche alcolizzati), eletti alla spiacevole carica di devianti da tutti gli altri, "i bevitori moderati". Essi, poi, per ironia della sorte, sono il serbatoio da cui sono estratti a sorte (cattiva sorte!) gli alcolisti della prima categoria, da cui sono estratti sempre a sorte i 30.000 che ogni anno sono condannati a morirne.
Oggi le attenzioni per la salute stanno cambiando: già sui pacchetti delle sigarette è stampata un’avvertenza che il fumare è un’azione dannosa per la salute. In un domani ciò dovrà sicuramente avvenire per le bottiglie contenenti il vino o i liquori - come già avviene negli Stati Uniti d’America - che dovranno portare una informazione al riguardo.
Questo cammino verso una maggiore consapevolezza e attenzione per la propria salute gli italiani già lo stanno facendo, di pari passo con il migliorato tenore di vita, e il consumo medio di alcol si è quasi dimezzato in un trentennio. Resta tuttavia da fare ancora molto cammino prima di giungere ad una corretta percezione della grandezza del problema. Portiamo qualche esempio
|
|
CONFRONTO DI ALCUNI DATI SU AVVERSITÀ SOCIALI |
|
|
FATTO |
MORTI ANNUI (*) |
ALLARME SOCIALE |
|
METANOLO |
15 |
ALTISSIMO |
|
MUCCA PAZZA |
3 |
ENORME |
|
BOTULINO |
2 |
ALTISSIMO |
|
EROINA |
1.000 |
ALTO |
|
ALCOL |
30.000 |
NESSUNO |
|
FUMO |
90.000 |
BASSO |
(*) Dati approssimativi esemplificativi
Nel caso in cui si è avuto un alto o altissimo allarme sociale vi sono state rilevanti ripercussioni sul mercato, dalla crisi della vitivinicultura italiana nel caso del metanolo alla vera e propria rovina degli allevatori nel caso di "mucca pazza" con addirittura una crisi internazionale tra governi europei e Gran Bretagna, nonché cambiamenti drastici nei costumi alimentari di molte popolazioni.
Una società che non è in grado nemmeno di percepire un pericolo sarà poco propensa a difendersene ed ancor meno a prevenirlo: ecco quindi l’importanza dell’informazione vera.
Una delle cose più efficaci per promuovere la conoscenza è la lettura dei dati relativi al problema. Se ne propone qui di seguito una serie già sufficiente per farsi un idea.
24.000.000.000.000 Ventiquattromila miliardi è calcolato il mercato globale dell’alcol in Italia
74% degli italiani bevono alcol, almeno saltuariamente, di cui
59% sono consumatori regolari, di cui
20% sono forti o fortissimi bevitori, di cui
5% sono alcolisti veri e propri.
7,5 litri annui di alcol anidro sono bevuti da ogni italiano
5% delle morti sono alcolcorrelate
30.000.000.000.000 Trentamila miliardi sono perduti ogni anno a causa dell’alcol.
20% degli incidenti sul lavoro vedono l’alcol concausa
30% degli incidenti stradali mortali viene calcolato dovuto all’alcol
25% dei suicidi viene attribuito all’alcol
15% - 20% delle ospedalizzazioni viene attribuito all’alcol
3.000 nascite annue con sindrome alcol-fetale
500.000.000.000 Cinquecento miliardi è la spesa pubblicitaria per gli alcolici (circa l’80% in TV)
0,5% è l’alcolemia massima permessa dalla legge Italiana per guidare un automezzo. In altri paesi europei è dello 0,5% o meno, sino allo 0%
13 sono le proposte di legge presentate per regolamentare o addirittura proibirne la pubblicità.
53 anni è l’aspettativa di vita di un alcolista.
Dal sito: http://liberitutti.freeweb.supereva.it
Paolo E. Dimauro
Guido Guidoni
Dal 23 al 27 Novembre 2001 si è
svolto ad Arezzo il III e conclusivo modulo della Scuola Nazionale di
Perfezionamento in Alcologia che ha visto la partecipazione di 28 Corsisti
provenienti da Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Lombardia,
Toscana, Sicilia.
I Corsisti ringraziano tutti gli
enti organizzatori: A.C.A.T. Arezzo, A.C.A.T. Faganese, A.C.A.T. Sandanielese,
A.R.C.AT. Toscana, A.R.C.A.T. Friuli Venezia Giulia, Azienda U.S.L. 8 Arezzo
Dipartimento delle Dipendenze, U.O. Gastroenterologia, A.I.C.A.T., Scuola
Europea di Alcologia e Psichiatria Ecologica e la Regione Toscana per il
patrocinio.
Un ringraziamento particolare va al
Responsabile del terzo modulo Guido Guidoni, a Paolo E. Dimauro, Direttore della
Scuola Nazionale di Perfezionamento in Alcologia, agli insegnanti che si sono
alternati nel corso delle cinque giornate (Mauro Travaglini, Marco Variara,
Angela Tilli, Eugenio Castagnaro, Andrea Quartini, Ennio Palesino, Marino
Bertuletti, Giuliana Guidoni, Francesca Morabito, Michele Sforzina, Angelo
Tedioli) al Presidente dell’ARCAT Toscana Giuseppe Interlandi ed infine alla
professoressa Visnja Hudolin che ha dato la consulenza scientifica ed alla quale
si rinnova il ringraziamento e l’affetto di tutti i corsisti e di tutti i
docenti.
Si deve ancora ringraziare Maria
Luisa Cucinelli, Donatella Frullano, Francesca Morabito, Mauro Travaglini che
hanno permesso un adeguato funzionamento della
Segreteria.
Un grazie particolare va a tutte le
Famiglie dell’ACAT Arezzo per aver dato la possibilità di incontrarci alla
cena sociale di sabato.
I Corsisti, tenuto conto dei
contenuti delle lezioni, delle riflessioni maturate nelle discussioni in comunità
e delle conclusioni dei gruppi autogestiti hanno ritenuto di proporre le
seguenti conclusioni:
·
Si riconosce l’importanza della Scuola Nazionale di Perfezionamento in Alcologia
per la formazione di secondo livello del Servitore-Insegnante.
·
Si ribadisce che il Club è una comunità multifamiliare composta da famiglie con problemi alcolcorrelati e complessi ed un
servitore insegnante. Esso è base
di tutti i programmi alcologici realizzati secondo l’approccio ecologico
sociale.
Il
CAT è inserito nella comunità
locale, rappresenta un nodo fondamentale ed attivo della rete di protezione e
promozione della salute ed opera per cambiare la cultura sanitaria e generale
della comunità.
I
Club promuovono la pace, la giustizia sociale, propongono un messaggio di vita,
di rispetto delle diversità in una visione di corresponsabilità planetaria.
·
Il tema della pace è sempre stato presente nel pensiero del Professor
Hudolin: in particolare sono state ricordate alcune parti dell’ultima
relazione che il Professore ci ha lasciato a Grado e che in questo momento sono
apparse di particolare significato:
“… I club degli alcolisti in
trattamento hanno portato pace, benessere, salute, spiritualità e vita migliore
a molte famiglie ed a molte comunità in tutto il paese …
…La spiritualità antropologica attuale (o cultura sociale) nel mondo lascia molto a desiderare: basti vedere l’aumento dell’uso delle sostanze psicoattive, dei problemi alcolcorrelati e complessi, del terrorismo, delle guerre continue, la mancanza di giustizia sociale e molti altri problemi. Noi, nei club degli alcolisti in trattamento, dobbiamo prendere parte a iniziative per migliorare la vita nelle nostre famiglie e comunità …
... La salute non può essere protetta e promossa se non c’è
la pace ...
…
Bisogna sottolineare la necessità di lavorare per la pace, la pace interiore
dell’uomo, la pace nel cuore che poi si trasmetterà a livello famigliare,
comunitario, nazionale e planetario.
Per
partecipare a questo processo di pace oggi e nel terzo millennio sarebbe bene
introdurre regolarmente nei programmi dei futuri convegni e congressi una
discussione sulla pace …
… La pace non può essere conquistata se prima di tutto non siamo in grado di averla dentro di noi: una pace nel cuore …”
·
Anche per questi motivi si riconosce la necessità di favorire lo
sviluppo dei programmi alcologici
territoriali secondo l’approccio ecologico-sociale in tutto il mondo.
·
Si sottolinea l’importanza di introdurre il concetto di ricerca,
concepita secondo l’approccio ecologico sociale, a partire dalle Scuole
Alcologiche Territoriali di I modulo,
nei corsi di sensibilizzazione e in eventuali corsi monotematici che sarebbe
opportuno organizzare almeno su base regionale.
La
ricerca deve essere considerata uno strumento che contribuisce al cambiamento ed
è patrimonio dei Club e di tutti i suoi membri. Si considera necessaria, come
strumento di visibilità, la costituzione di una banca dati su base locale,
regionale e nazionale. Ogni Club attraverso la Scheda Club può costruirsi la propria
banca dati: da essa si potrà rilevare
immediatamente l’andamento generale del Club, l’adesione alla metodologia
ecologico-sociale, i risultati ottenuti non solo come sobrietà ma anche come
cambiamento della qualità della vita di tutti i membri di Club.
·
Il club è assolutamente autonomo ma accettando il principio dell’”interdipendenza”
si impegna a collaborare anche attraverso le sue associazioni locali (ACAT,
APCAT, ARCAT) con le altre Agenzie presenti sul territorio per lo sviluppo dei
programmi alcologici territoriali.
Il
Centro
Alcologico Territoriale Funzionale,
nelle realtà dove sia possibile attivarlo, è la sintesi di tale collaborazione
e serve ad attivare progetti condivisi, portati avanti da gruppi di lavoro che
si sciolgono al raggiungimento dell’obiettivo prefissato.
·
Al fine di affrontare e superare le varie difficoltà che si incontrano nello
sviluppo dei programmi alcologici territoriali
è importante ricercare soluzioni coerenti con l’approccio ecologico sociale
quali la rotazione delle cariche, la realizzaione di programmi di formazione ed
aggiornamento, la centralità del club nel sistema e la territorializzazione dei
programmi: in particolare a tal proposito è opportuno che come avviene per i
club che devono moltiplicarsi all’ingresso della 13° famiglia, allo stesso
modo è opportuno che anche le ACAT si moltiplichino quando si forma il 13°
Club.
·
La formazione
e l’aggiornamento costituiscono
insieme al club il centro dell’approccio ecologico-sociale. A tal proposito
riveste particolare importanza il Documento Nazionale sulla Formazione approvato
all’unanimità dal Consiglio Direttivo dell’AICAT ad Assisi nel maggio 2001.
E’ necessario che tale documento sia diffuso a tutti i club ed acat e sia ben
conosciuto studiato ed approfondito.
Fra
i vari aspetti di quanto riportato in tale documento si ribadisce l’importanza
della seguenti precondizioni:
-
essere servitore-insegnante
per poter svolgere un compito di insegnamento nei programmi di formazione e
aggiornamento (ad eccezione della possibilità che alcuni argomenti di carattere
molto specifico siano affidati anche a persone che non sono
servitori-insegnanti)
- aver
concluso, anche con la discussione della tesi, la Scuola Nazionale di
Perfezionamento in Alcologia per poter essere richiesto come direttore
di un corso di sensibilizzazione
·
Al fine di permettere l’armonizzazione dei programmi a livello nazionale
e di favorire lo scambio ed il confronto fra le varie realtà si propone che i
direttori dei corsi di sensibilizzazione non debbano essere richiesti tra quelli
presenti nella realtà dell’ente organizzatore e che in occasione di
successivi corsi organizzati nella stessa realtà siano scelti direttori
differenti. Inoltre anche altri
conduttori dei gruppi ed insegnati devono in parte provenire da
varie regioni.
·
La definizione di servitore-insegnante
costituisce di per sé un impegno etico e una assunzione specifica di
responsabilità della persona che accetta di entrare nel club, al servizio della
famiglie e della comunità.
In
particolare, egli accetta l’impegno di attivarsi, secondo i propri tempi,
nella realizzazione delle Scuole Alcologiche Territoriali di primo, secondo e
terzo modulo.
A
tal riguardo è emersa una assoluta carenza nella realizzazione delle scuole
alcologiche territoriali di III modulo
per cui si sottolinea la necessità prioritaria dei servitori insegnanti nei
confronti della comunità locale di organizzarne quante più possibile in tempi
brevi.
·
In considerazione del fatto che il concetto e l’attività specifica
inerente la
supervisione necessitano di un ulteriore
approfondimento metodologico, che si auspica possa essere realizzato quanto
prima, l’autosupervisione
(riunione mensile dei servitori-insegnanti) deve essere effettuata con regolarità
da tutti i servitori-insegnanti. La reiterata assenza a tale impegno mensile da
parte di un servitore insegnante costituisce un problema di etica del
comportamento del servitore-insegnante che deve essere affrontato e risolto o,
in alternativa egli deve lasciare il servizio al Club.
L’autosupervisione
è importante momento di conoscenza, scambio umano ed esperienziale a
disposizione dei servitori-insegnanti.
E’
anche opportuno che le Famiglie siano a conoscenza del percorso formativo (in
senso ampio) del servitore-insegnante.
·
Si ribadisce la necessità di uno studio sistematico della letteratura
sull’approccio ecologico-sociale, con particolare riferimento ai numerosi
scritti del Prof. Hudolin, affinché un numero sempre maggiore di persone
possiedano una conoscenza approfondita dei vari argomenti della metodologia.
Immancabilmente il nostro
pensiero va al
Prof. Vladimir Hudolin,
indimenticabile maestro di vita.
Le presenti conclusioni
verranno inviate all’A.I.C.A.T., a “Camminando Insieme” per l’opportuna
diffusione anche attraverso i siti internet dell’AICAT, dell’ARCAT Toscana e
della Newsletter
SCOPRIRE SE STESSI NEI VALORI
DEL CLUB: Spiritualità antropologica ed approccio ecologico-sociale
Il
club è una comunità familiare;
affronta
la gestione dei problemi alcolcorrelati in funzione e della promozione della
salute
(la
qualità del vivere e la capacità di relazione delle persone e delle famiglie
nella capacità di mare ed essere
amati )
a
servizio delle famiglie e con le famiglie nel contesto della comunità locale in
un sistema aperto al cambiamento.
La
garanzia sta nel condividere un linguaggio chiaro e significativo
che promuove il cambiamento;
infatti
la comunicazione è l'insieme di conoscenze ed esperienze che ci permettono di
crescere insieme.
Identità
ed appartenenza
nelle storie nostre intrecciate con quelle degli altri, fanno
del club un mondo vitale , e in noi stessi l'insieme di memoria e progetto.
La
persona e la società sono realtà multidimensionali.
Si
passa dalla multidimensionalità della sofferenza alla multidimensionalità
della gioia:
la
sofferenza non va cercata, ma accettata,
noi cerchiamo la felicità sempre.
Un
nuovo concetto di benessere
contro il disturbo spirituale: un bene relazionale per cui ci si incontra, ci si
rinnova e cresce nell'amicizia il gusto di vivere la fraternità.
UNA
NUOVA CONSAPEVOLEZZA SU CIO' CHE è CAMBIATO
E
su ciò che dobbiamo fare per essere se stessi.
Astinenza
(sofferta rinuncia con una residuale nostalgia)
Sobrietà:
sintesi creativa di giustizia, fortezza, temperanza e prudenza
(volta
pagina ,cambia la tua vita ed inventa il futuro)
Giustizia:
Il giusto rende a ciascuno il suo a cominciare da se stesso;
Fortezza
: è forte chi vive la propria storia ed in un progetto in cui
crede investe il proprio
futuro.
Temperanza:
chi fa i conti con la propria storia senza l'impazienza di bruciare le tappe,
accettando con realismo i pesi del passato, mettendo a frutto le esperienze
anche quando queste siano state errori o illusioni.
Prudenza: è la vera sapienza che mette insieme esperienze ed
intelligenza ed è sintesi nella
vita di ogni uomo nella ricerca ella giustizia ,fortezza, temperanza:
Questo
percorso di crescita lo ritroviamo nel club ,ma insieme ,dove però la scelta
del nuovo stile di vita resta personale. Non è solo un cammino interiore ,ma è
la ricerca di se stessi negli altri per un Amore più grande nel costruire la
Pace.
E'
una intrinseca qualità della dignità della persona con le conseguenti
riflessioni contro il mito del
determinismo genetico (malattia , ereditarietà ?)
Contro
il mito del determinismo sociale
(così
fan tutti nella morale del villaggio e nei mass-media dei produttori: non abuso
o uso ,ma consumo)
Che
cosa è l'approccio ecologico-sociale nell'intuizione
originale e creativa di Hudolin?
Dalle
parole al dialogo per vivere
(nell'accoglienza , nell'ascolto, nell'amicizia e nell'Amore)
L'EMPATIA
NEL CLUB E LA SOLIDARIETA' SOCIALE NELLA
COMUNITA'
Realtà
e prospettive tra utopia ed incanto:
Comune
cammino tra impegni ed inciampi in
un sistema aperto al cambiamento.
Note
esplicative e sintetiche in ragione della condivisione
di esperienze e nella ricchezza dell'amicizia A SERVIZIO.
Impostazione a cura di Luciano Floramo (servitore di club)
Sul tema . LA SPIRITUALITA' ANTROPOLOGICA NELL'APPROCCIO
ECOLOGICO_SOCIALE.
Lavis
-Trento - 10 Nov.2001
X°
CONGRESSO NAZIONALE
ANTROPOLOGICA
In data 17-18-19 maggio 2002 presso la Cittadella di Assisi si è svolto
il X Congresso di Spiritualità Antropologica e di Ecologia Sociale dal
titolo "I Club nel mondo".
Tutti gli interventi si sono svolti in un clima di spiritualità, arricchito
dalla presenza dei Club della Bosnia Erzegovina, dell'Ecuador e del messaggio
delle famiglie cilene.
Data la premessa, si arriva alle seguenti conclusioni:
1. ogni famiglia che entra nel Club incontra un
clima accogliente,
caloroso ed empatico, arricchito dalle diversità che caratterizzano
ogni singola persona
2. i Club portano nelle famiglie e nel mondo il loro "mondo",
caratterizzato da solidarietà, amicizia, amore, rispetto delle diversità;
questo significa essere presenti nella comunità civile e sociale con
parole e fatti che siano riconducibili ai principi fondanti del Club
3. si propone per i futuri Congressi di dedicare un momento
comunitario al ricordo degli amici che sono morti
4. il Club è una comunità multifamiliare, quindi è delle famiglie ed
è autonomo, non deve diventare strumento di potere da parte di
nessuno
5. il Club è un luogo di pace; ogni persona e ogni famiglia dei Club
vi impara a cercarla e a viverla, estendendola così alla rete delle
relazioni umane e sociali
6. i lavori dei gruppi, riprendendo la relazione introduttiva di Padre
Danilo Salezze, hanno sottolineato l'importanza del concetto di
perdono nel Club; si propone come tema per il prossimo
Congresso di Assisi 2003 "Riconciliazione e solidarietà nel
Club"
7. le testimonianze delle famiglie dei Club dell'Erzegovina, dell'Ecuador
e del Cile hanno reso più intenso il clima empatico di questo
Congresso, portandoci ad una dimensione globale e planetaria
8. si ribadisce la necessità di riaprire una riflessione sulla terminologia,
come già evidenziato durante il Congresso Nazionale del Ciocco
nel 2001
9. ci si impegna a ritrovarci ad Assisi il prossimo anno nei giorni
16-17-18 maggio 2003 (successivamente corretto in 23-24-25
maggio)
10. l'assemblea invita Padre Danilo Salezze e il prof. P. Paolo
Vescovi a continuare ad organizzare questo Congresso nei
prossimi anni
11. si invitano gli organizzatori del prossimo Congresso Nazionale
ad organizzare una sessione plenaria per discutere sulla terminologia,
in particolare: Club degli Alcolisti in Trattamento, e sul futuro
dei Club.
Queste conclusioni saranno inviate alla rivista "Camminando Insieme".